Vladimir Putin: "La Nato non avrebbe dovuto espandersi a Est. Ma gli Usa volevano sedersi sul trono dell'Europa da soli"

Intervista esclusiva a Bild: "25 anni fa il muro di Berlino è caduto ma muri invisibili si sono mossi verso l’Est dell’Europa"

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Vladimir Putin: "La Nato non avrebbe dovuto espandersi a Est. Ma gli Usa volevano sedersi sul trono dell'Europa da soli"

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“Abbiamo sbagliato tutto”. In un'intervista a Bild Zeitung, Vladimir Putin, in merito alla crisi tra Russia e Occidente, sottolinea tutte le debolezze dell'Europa in questi anni rispetto al dominio degli Stati Uniti e fa autocritica anche sul suo paese. "25 anni fa il muro di Berlino è caduto ma muri invisibili si sono mossi verso l’Est dell’Europa. Questo ha provocato reciproche incomprensioni e attribuzioni di colpe. Sono la causa di tutte le crisi che si sono succedute".
 
"La Nato non avrebbe dovuto espandersi a Est. Ma la Nato e gli Stati Uniti volevano una vittoria completa sull'Urss, volevano sedersi sul trono dell'Europa da soli". Vladimir Putin ricorda come nel 2009 il presidente Obama avesse garantito che lo scudo spaziale sarebbe servito unicamente per contenere la minaccia dell’Iran, ma nonostante l’accordo per il no al nucleare di Teheran il sistema di difesa continua a esser espanso in numerosi Paesi al confine o vicini alla Russia, come Romania, Polonia e Turchia. 
 
E poi l'autocritica. "Abbiamo fatto anche noi errori. Siamo arrivati in ritardo. Se avessimo presentato i nostri intereressi nazionali più chiaramente dall’inizio, il mondo sarebbe in equilibrio", rimarca Putin, ricordando gli enormi problemi della Russia dopo il crollo del comunismo".

Ma un messaggio chiaro: "Io non sono mai cambiato. Ma le cose sono differenti nelle relazioni internazionali tra gli Stati. In questo ambito non sono un amico, nè la sposa o lo sposo. Sono il presidente di 146 milioni di russi, e rappresento i loro interessi. Siamo disponibili a risolvere le crisi attuali senza ulteriori conflitti e cercando un compromesso sulla base del diritto internazionale. Ancora una volta, io sono lo stesso. Si prende la lotta contro il terrorismo: dopo gli attacchi dell’11 settembre sono stato il primo a schierarmi con il presidente Bush. Ora, dopo gli attacchi di Parigi, ho fatto lo stesso col presidente Hollande. Il terrorismo ci minaccia tutti.
 
Contro l'Unione Europea il messaggio è duro verso le sanzioni. "Sono stupide e dannose". L'interscambio commerciale tra la Russia e la Germania era, tanto per fare un esempio, di circa 85 miliardi di dollari. "Cosa sono le restrizioni che stiamo affrontando? Non la cosa peggiore - spiega Putin - ma (la situazione) è dannosa anche per la nostra economia, in quanto colpisce il nostro accesso ai mercati finanziari internazionali".

La Russia è, comunque, pronta al compromesso nella cooperazione con l'Europa, ma solo sulla base del diritto internazionale. "Dobbiamo rispettarci l'un l'altro - mette in chiaro il capo del Cremlino - rispettare i nostri interessi reciproci e seguire le stesse regole, invece che cambiarle costantemente per adattarle agli interessi di qualcuno". E il pensiero va all'annessione della penisola ucraina della Crimea.  "Se i kosovari hanno il diritto all'autodeterminazione, perché le persone che vivono in Crimea no? - chiede - tutti devono rispettare il diritto internazionale e non cambiarlo ogni volta che si ha voglia di farlo". Sottolineando ancora una volta che 146 milioni di cittadini russi hanno i propri interessi che lui stesso ha giurato di proteggere, Putin assicura di non volere lo scontro, ma di "cercare il compromesso". Che, però, deve essere "basato sul diritto internazionale, compreso da tutti in modo uniforme".

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