“Vogliamo vedere avanzare il processo diplomatico", la posizione di Obama al vertice Est Asia sulle dispute territoriali

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“Vogliamo vedere avanzare il processo diplomatico", la posizione di Obama al vertice Est Asia sulle dispute territoriali

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Il presidente americano Barack Obama parteciperà oggi all'ultimo giorno del summit annuale Est Asia, che si sta tenendo in Cambogia, come ultimo appuntamento di un viaggio per rafforzare l'influenza americana nella regione e bilanciare la crescita della Cina. La posizione americana sembra di aperta sfida verso Pechino sulle dispute territoriali nel mar cinese meridionale. “Vogliamo vedere avanzare il processo diplomatico. L'Asean ha bisogno di dialogare con la Cina per un codice di condotta”, ha dichiarato un suo stretto collaboratore Ben Rhodes.
Ripetendo la posizione inflessibile della Cina, il premier Wen Jabao, presente al summit, ha ribadito ieri come le controversie non debbano essere militarizzate e discusse in fori internazionali come questi summit. La Cina, che rivendica la sovranità su praticamente tutto il mar cinese meridionale preferisce negoziare direttamente con i suoi vicini membri dell'Asean – Vietnam, Filippine, Malesia, Brunei e Taiwan in particolare.
Nella dichiarazione finale del primo giorno di summit, la Cambogia, paese ospitante, ha sottolineato come il vertice abbia deciso di non internazionalizzare le questioni territoriali. Una vittoria di Pechino, ma le Filippine hanno negato di aver acconsentito ed il presidente Aquino ha accusato il comportamento avuto dal primo ministro cambogiano Hun Sen. “Come può essere definito consenso? Consenso significa il 100%, mentre due paesi si sono dichiarati contrari”. Il riferimento di Aquino era al Vietnam, che con le Filippine avevano espresso chiaramente l'intenzione che nel testo della dichiarazione fosse fatto espresso riferimento alla disputa territoriale con la Cina.

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