Voto in Algeria: si va verso vittoria del regime, ma i partiti islamisti denunciano brogli
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Il governo algerino ha dichiarato che la partecipazione alle elezioni legislative di giovedì, un test per la legittimità dell'autorità al potere, è stata del 42.9%. Dopo le riforme realizzate dal governo presieduto dall'anziano leader Bouteflika, le elezioni parlamentari rappresentano un test importante per il futuro della primavera araba: dopo la netta affermazione in Tunisia ed Egitto, l'incognita riguardava i voti delle formazioni islamiche.
I dati annunciati dal ministro degli interni Daho Ould Kablia, segnano un aumento dell'affluenza rispetto alle elezioni del 2007, “come sostegno alle riforme politiche intraprese dal governo”. Parlando all'unico canale nazionale, Kablia ha rimarcato “le solide credenziali democratiche del paese”. Nei primi dati trapelati venerdì, il Fronte nazionale di liberazione sarebbe in testa. A riferirlo il leader Abdelaziz Belkhadem, citato dalla televisione araba Al Arabiya. Secondo Belkhadem, il Fronte di liberazione, che domina in modo autoritario la vita politica del paese dalla guerra di liberazione con la Francia di 50 anni fa, avrebbe ottenuto 189 deputati su 462 parlamentari. Ma i partiti islamisti hanno denunciato brogli e chiesto l'intervento delle organizzazioni internazionali competenti. Il presidente del Fronte della giustizia e dello sviluppo, l'islamista radicale Abdallah Djaballah, ha già parlato di brogli da parte dell'esecutivo: "certi segnali che spingono all'inquietudine", come "la circolazione delle schede elettorali e il rigonfiamento delle liste elettorali".


