Xi celebra i 105 anni del PCC: “La modernizzazione socialista è la missione storica della Cina”
Nel discorso per il 105° anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese (PCC), il presidente Xi Jinping ha definito la storia del Partito “l’epopea più magnifica della nazione cinese”, invitando i suoi oltre 101 milioni di membri a proseguire con determinazione il percorso verso la costruzione di un moderno Paese socialista entro la metà del secolo. Ripercorrendo la trasformazione del PCC, nato nel 1921 con poco più di 50 iscritti in una Cina segnata da povertà e dominazione straniera, Xi ha sottolineato come oggi il Partito sia la più grande forza politica al governo del mondo e il motore della crescita della seconda economia globale.
Il leader cinese ha ribadito che il Paese attraversa una fase in cui grandi opportunità strategiche convivono con rischi e sfide sempre più complessi. In un contesto internazionale caratterizzato da profonde trasformazioni e crescente instabilità, ha esortato il Partito a rafforzare la propria capacità di affrontare crisi e pressioni esterne, mantenendo salda la rotta dello sviluppo. Xi ha inoltre richiamato la necessità di intensificare la lotta alla corruzione, rafforzare l’autodisciplina del Partito e preservarne il legame con il popolo, indicato come la vera forza alla base dei successi ottenuti negli ultimi decenni.
Rivendicando i risultati conseguiti sotto la guida del PCC - dall’eliminazione della povertà estrema allo sviluppo del più grande sistema di istruzione, sanità e protezione sociale del mondo, fino all’aumento dell’aspettativa di vita oltre i 79 anni - Xi ha affermato che il Partito continuerà a promuovere la modernizzazione socialista e la costruzione di una “comunità dal futuro condiviso per l’umanità”.
Sul piano della sicurezza nazionale, il presidente ha confermato l’obiettivo di accelerare la modernizzazione delle forze armate entro il centenario dell’Esercito Popolare di Liberazione nel 2027, ribadendo il sostegno alla stabilità di Hong Kong e Macao e riaffermando che la riunificazione con Taiwan rappresenta una missione storica irrinunciabile, da perseguire opponendosi tanto ai movimenti indipendentisti quanto alle interferenze esterne.
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