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Dopo Brexit e Catalogna, che ne sarà dell'Unione Europea?

Dopo Brexit e Catalogna, che ne sarà dell'Unione Europea?
 

Il futuro più probabile dell'Europa è un super-Stato neoliberista gestito congiuntamente da Berlino e Bruxelles

Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it


di C J Polychroniou - Al Jazeera
 

Il futuro dell'Unione europea è di sicuro in dubbio.

 

La Brexit e la Catalogna sono i più eclatanti esempi recenti dell’irrefrenabile forza dinamica del nazionalismo che continua a esercitare una potente influenza sulla psiche umana all'interno delle comunità europee.

 

Soprattutto, i processi che hanno portato alla vittoria della campagna ‘Leave’ nel giugno 2016 e lo scoppio del sentimento secessionista in Catalogna formano parte delle tendenze disgregative in atto nell'economia politica globale di oggi. Vanno a sommarsi alla crescente lista di casi che evidenziano i limiti dell’idea di un’Europa unita. 

 

Il futuro più probabile dell'Europa è un super-Stato neoliberista gestito congiuntamente da Berlino e Bruxelles. Le élite europee hanno lavorato duramente per trasferire il potere dai governi nazionali a una super burocrazia con sede a Bruxelles, con Berlino che agisce come egemone in ambito politico ed economico.

 

Ma c'è anche un'alternativa: gli Stati Uniti d'Europa (un'Europa con integrazione totale e senza stati nazione), che è un'idea largamente condivisa all'interno di alcune élite europee. Un simile progetto può avere successo solo se le norme e i valori della democrazia sono applicati a livello transnazionale e globale (democrazia cosmopolita).

 

Un super-Stato imperiale

 

Come cittadino di un super-Stato neoliberista europeo, la tua vita sarà determinata da due entità: la burocrazia con sede a Bruxelles e l'egemone non eletto, Berlino. Detteranno il processo decisionale politico, mentre gli stati nazionali - specialmente quelli situati alla periferia dell'Unione - saranno trasformati in ‘satelliti’.

 

Abbiamo già avuto molte prove che l’UE sta imboccando questa strada.

 

La cooperazione economica tra Stati membri europei ha ruotato intorno a distinti principi machiavellici ed è l'interesse degli agenti economici forti e influenti e dei potenti attori statali a guidare l'agenda della politica pubblica.

 

La tradizione del cinismo politico definisce anche l'attuale agenda di politica estera delle autorità e delle istituzioni dell'UE, come evidenziato dal loro approccio a doppio standard nei confronti dell'integrazione e della secessione. Si sono opposti alla dichiarazione di indipendenza della Catalogna alla fine di ottobre 2017 perché non desiderano vedere la spartizione della Spagna (uno stato membro dell'UE), ma hanno fornito un sostegno unanime nel 2008 all'indipendenza del Kosovo.

 

Di fatto, la Comunità europea (insieme a Washington) non solo ha fallito nel caso dell'ex Jugoslavia nei primi anni '90 per garantire l'integrità territoriale delle frontiere statali europee, in palese violazione dell'Atto finale degli accordi di Helsinki del 1975, ma singoli Stati membri europei hanno effettivamente svolto un ruolo chiave nella distruzione dello Stato jugoslavo.

 

Ma nessuno ha mai accusato l'UE di essere un'entità politica democratica. Se non altro, agisce come un potere imperiale in virtù dell'emergere di un superstato neoliberale, almeno per quanto riguarda gli affari economici. Il modo in cui i programmi di salvataggio per Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Cipro sono stati gestiti durante la crisi dell'euro si distingue come un esempio lampante di tattiche autoritarie e antidemocratiche.

 

In Grecia e in Italia, i governi democraticamente eletti sono stati costretti a dimettersi sotto la pressione delle autorità dell'UE e sostituiti a loro volta da governi tecnocratici non eletti.

 

Nel caso della Grecia, il ministro delle Finanze tedesco e i funzionari dell'UE hanno persino rifiutato di accettare l'esito di un referendum sul salvataggio. Mantengono ancora una stretta finanziaria sull'economia, per assicurare la trasformazione del paese in una colonia del debito a seguito delle brutali misure di austerità e del rifiuto assoluto di giungere a una riduzione del debito.

 

Parlando di debito sovrano, il debito della Germania è stato ampiamente cancellato nel 1953 con il London Debt Agreement. Per aggiungere la beffa al danno, la nuova forza egemone in Europa rifiuta di restituire alla Grecia finanziariamente strangolata un prestito che il paese è stato costretto a fornire ai suoi occupanti nazisti durante la seconda guerra mondiale. Il valore del prestito è stimato oggi in decine di miliardi di euro.

 

Democrazia cosmopolita

 

La comparsa degli Stati Uniti d'Europa presuppone non solo la completa riprogettazione dell'attuale architettura dell'UE e dell'unità fiscale, ma anche lo sviluppo di un nuovo livello di coscienza politica.

 

I diversi popoli europei dovranno abbracciare una versione cosmopolita della democrazia che potrebbe non essere semplicemente in contraddizione con le loro culture politiche nazionali, ma anche in contrasto con l'attaccamento emotivo della comunità.

 

Tutte le esperienze prevalenti indicano che non abbiamo ancora raggiunto uno stadio per estendere i nostri attaccamenti emotivi a qualsiasi grado misurabile e influente verso individui e contesti oltre la stretta vicinanza alla nostra stessa esistenza.

 

In altre parole, possiamo identificarci con i valori e le esperienze delle nostre comunità e delle nostre nazioni, ma difficilmente con quelli del mondo in generale, sebbene possiamo ancora credere e sottoscrivere qualcosa chiamato principi universali.

 

Inoltre, la democrazia cosmopolita è un nobile ma fantasioso attaccamento non ai principi universali in quanto tali, ma piuttosto a immaginarie comunità politiche organizzate nello spazio vuoto che possono richiedere letteralmente la trascendenza del tempo, della cultura e della storia.

 

In altre parole, affinché la democrazia cosmopolita funzioni, è necessario applicare un insieme di norme, pratiche e valori in un mondo senza confini privato di culture nazionali e di esperienze storiche distinte - un mondo senza confini che si trova ‘fuori’ da storia e cultura.

 

La democrazia cosmopolita richiede la trascendenza di tutte le limitazioni arbitrarie. In questo senso, ontologicamente parlando, ovviamente, la democrazia cosmopolita come governance globale si avvicina molto al panteismo.

 

Sfortunatamente, l'UE non sta andando in quel verso. Continuerà ad accumulare potere politico a spese dello Stato nazionale democratico al fine di estendere la tirannia del mercato neoliberista a beneficio del capitale europeo.

 

Questo è il motivo del progetto economico e politico dell'UE, e la nozione di un'Europa unita serve letteralmente più come guida politica verso l'istituzione di un super-Stato piuttosto che il rifacimento del panorama politico europeo sulla falsariga di un sistema politico democratico federale.

 

(Traduzione dall’inglese per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde)

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