Il monito di Moody's: Stati Uniti sull'orlo del collasso economico

L'analista finanziario Iván Danilov spiega perché una de-dollarizzazione del sistema finanziario internazionale porterebbe al collasso l'economia statunitense

15155
Il monito di Moody's: Stati Uniti sull'orlo del collasso economico

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Fabrizio Verde
 

La narrazione dominante ci racconta da un po’ di tempo a questa parte di un’economia statunitense in forte ripresa, grazie anche ad alcune politiche volute dall’amministrazione Trump. Che, ad onor del vero, ha portato alcuni cambiamenti rispetto alle politiche implementate durante la gestione democratica di Barack Obama. 

 

In realtà, secondo quanto si evince da un rapporto pubblicato dall’agenzia di rating Moody’s, gli Stati Uniti si troverebbero addirittura sull’orlo di un collasso economico. 

 

«Moody’s - una delle maggiori agenzie di rating a livello internazionale - si è sempre distinta dalle altre per la sua incrollabile lealtà verso gli interessi nazionali statunitensi e la stabilità economica degli Stati Uniti e, ciononostante, negli ultimi tempi si è distinta per le sue opinioni politicamente scorrette (…) Il carattere negativo dei suoi commenti sulla prospettiva che si trova ad affrontare l’economia degli Stati Uniti dimostra che la narrazione sulla stabilità e l’invulnerabilità finanziaria degli Stati Uniti dovrebbe essere rivista», ha spiegato l’analista finanziario Iván Danilov ai microfoni dell’agenzia russa Sputnik.

 

Secondo l’analista, gli Stati Uniti riescono mantenere un buon rating nonostante il debito abbia ormai raggiunto dimensioni gigantesche e sia in atto un significativo deterioramento fiscale, solo in virtù dei privilegi economici conquistati da Washington dopo aver vinto la Seconda Guerra Mondiale e successivamente la Guerra Fredda combattuta contro l’Unione Sovietica. 

 

«Anche un’economia così prospera non sarà in grado di sopportare, per lungo tempo, un debito tanto enorme come quello che si trascinano dietro gli Stati Uniti», spiega Danilov.

 

«Il ruolo del dollaro statunitense nei mercati finanziari internazionali, la portata e la liquidità del mercato dei titoli di debito nordamericani rendono possibile lo sfumare di qualsiasi rischio che può pregiudicare la capacità di finanziamento del Governo (…) Questi fattori proteggono gli Stati Uniti dalle turbolenze esterne», evidenziano gli esperti di Moody’s. 

 

L’analista russo a questo punto segnala: «Quello che una delle principali agenzie di rating occidentali sta dicendo è che una parte importante della prosperità creditizia degli Stati Uniti non è dovuta al merito o all'efficienza dell'economia del paese, ma piuttosto allo status speciale del dollaro nel sistema finanziario globale».

 

A tal proposito Danilov ricorda le parole pronunciate da John Connally, segretario al Tesoro statunitense durante l'amministrazione Nixon: «Il dollaro è la nostra moneta e il vostro problema». 

 

Da questo assunto partono tutte le varie mosse intraprese da vari attori internazionali, citando ad esempio Cina, Russia e Venezuela, nella direzione di una de-dollarizzazione del sistema finanziario internazionale, che Washington vive come una vera e propria minaccia alla stabilità economica statunitense. 

 

«Risulta evidente - afferma Danilov - che la de-dollarizzazione non provocherà la sospensione dei pagamenti USA. Ma se il paese sarà costretto a pagare gran parte del suo debito e, allo stesso tempo, cade la domanda di obbligazioni statunitensi e del dollaro in generale, [Washington] si vedrà costretta a stampare banconote e la sua economia economia crollerà a causa dell’iperinflazione».

 

Uno scenario, quello dipinto dall’analista russo sulla base del rapporto redatto da Moody’s, che per il gigante a stelle e strisce rappresenterebbe un vero e proprio contrappasso dantesco. Infatti, si tratta della stessa situazione provocata artificialmente proprio dagli Stati Uniti in Venezuela. Paese che si oppone fieramente alle politiche di Washington e per questo colpito per mezzo di una guerra economica spietata.   

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa) di Paolo Desogus Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Virginia Libero, una storia triste (e penosa)

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti