Ma avevamo bisogno di altre Iene in Venezuela?

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Ma avevamo bisogno di altre Iene in Venezuela?

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di Francesco Santoianni
 

Una delle peggiori trasmissioni della già disastrata televisione italiana. Che fa quasi rimpiangere le bufale di Repubblica. Stiamo parlando della puntata de “Le Iene” (trasmissione di varietà Mediaset) “Da modella a inviata nell’inferno di Caracas”, andata in onda il 24 ottobre, su un Venezuela ridotto alla fame per colpa della sanguinaria dittatura di Maduro. Una puntata addirittura più farlocca di quella mandata in onda, tempo fa, da “Le Iene” che prima spacciano come autentico il video su “Blue Whale – Il gioco dei suicidio in Russia” e poi, quando persino Repubblica ammette che si trattava di un colossale falso – si scusano pubblicamente, quasi con la cenere in testa. Quale pena si autoinfliggeranno tra qualche settimana i nostri eroi, staremo a vedere. Intanto occupiamoci del loro “reportage” sul Venezuela. Affidato ad una “reporter di eccezione”: tale Mariana Rodriguez (che, forse, qualcuno ancora ricorda per la sua partecipazione all’edizione del Grande Fratello del 2016).


Impossibile anche solo elencare qui tutte le bufale presenti nel servizio a meno di non voler trasformare questo articolo in una enciclopedia. Si va dalla acritica esaltazione dell’”opposizione” venezuelana (in questo nostro video e in quest’altro alcune loro gesta) al capovolgimento della realtà sulla morte di alcuni manifestanti (vedi quest’altro nostro video) alla sceneggiata di un tizio che finge di dare da mangiare ad un barbone (vedi il video integrale della trasmissione incastonato sotto questo articolo) alla totale adesione dei venezuelani alla lotta contro Maduro (ma, allora, perché Maduro ha vinto le ultime elezioni?), a pietosi falsi come la scritta “Qui non si parla male di Chavez” - che sarebbe apposta all’aeroporto di Caracas – alla “totalità dei media venezuelani dominati da Maduro”….
 


E queste sono solo alcune delle “perle” che rallegrano il servizio mandato in onda il 24 ottobre.


E a proposito del loro “reportage” ci sarebbe da domandarsi, come mai “Le Iene” – che si ritengono “paladini dei diritti umani” – trovandosi in Sud America non si siano degnati di dare una occhiata a quello che succede da quelle parti. Volendo avrebbero potuto trovare storie davvero interessanti. Come l’assassinio di Santiago Maldonado - “colpevole” di aver guidato le lotte contro l’esproprio di terre da parte del gruppo Benetton – la detenzione della deputata argentina Milagro Sala - impegnata a far luce sulla sorte di decine di migliaia di desaparecidos - i tanti attivisti uccisi quotidianamente in Messico o Colombia… Forse ne sarebbe venuto fuori qualche trasmissione interessante.


Ma, no. Meglio unirsi al coro dell’Unione Europea, di Trump, dei parlamentari PD… e chiedere più aspre sanzioni contro il Venezuela. Anche se oggi il governo bolivariano, grazie allo straordinario successo delle ultime elezioni, è più saldo che mai e i relitti di quella che fu l’”opposizione venezuela” stanno a sbranarsi tra di loro dopo la loro innegabile sconfitta.


L’importante è continuare ad attaccare il governo popolare di Maduro.


Del resto “Iene” o non “Iene” è sempre Belusconi che li paga.

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