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Prof. L. Vasapollo sul voto Onu contro il bloqueo: "I veri stati canaglia sono Israele e Stati Uniti"

Prof. L. Vasapollo sul voto Onu contro il bloqueo: I veri stati canaglia sono Israele e Stati Uniti
 

Intervista a Luciano Vasapollo sul voto di ieri dell'Assemblea Onu. 191 paesi contro due: "Una grande vittoria di Cuba. E’ un trionfo di questa piccola isola che sta insegnando a tutti i popoli della Terra come resistere all’imperialismo."

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Anche se trova poco spazio sulle pagine dei giornali italiani – e proprio per questo ormai avete capito si tratta di un fatto molto importante – l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato nella giornata di mercoledì una risoluzione che chiede la fine del criminale embargo degli Stati Uniti contro Cuba. 191 voti favorevoli su 193. I due contrari? Stati Uniti e Israele.

Un anno fa il testo era già stato approvato senza voti contrari, perché Usa e Israele avevano deciso di astenersi, nel pieno del processo di ravvicinamento con l'Avana promosso dall'amministrazione di Barack Obama. 

Fautore di un embargo che ha prodotto incalcolabili danni economici e di sviluppo per l’isola, Trump non si cura affatto di questo crimine contro l’umanità degli Stati Uniti ma vuole "una maggiore enfasi sulla promozione dei diritti umani e della democrazia" sull'isola. L'ambasciatore degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, Nikki Haley, aveva difeso la posizione del suo paese all'Assemblea generale, definendo il voto come un "teatro politico" promosso da Cuba.

191 paesi che si schierano contro il bloqueo sono per il regime nordamericano un “teatro politico”. Questo è il senso della democrazia per gli Stati Uniti.
 
Sulla vicenda abbiamo chiesto un commento ad uno dei massimi esperti in Italia delle vicende cubane, il Prof. Luciano Vasapollo che oltre ad insegnare alla Sapienza è anche “Miembro de honor” del Consiglio Accademico del Centro Studi del Ministero di Economia e Pianificazione della Repubblica di Cuba.   È medaglia per la Distincion «Por la Cultura Nacional» assegnata dal Ministero della Cultura della Repubblica di Cuba. «Miembro Distinguido» dell’ANEC (Asociación Nacional de Economistas y Contadores de Cuba)

 

Professore, come definisce il voto di ieri?
 
Una grande vittoria di Cuba. E’ un trionfo di questa piccola isola che sta insegnando a tutti i popoli della Terra come resistere all’imperialismo.  Signori, sono 191 paesi su 193 che stanno dicendo basta con il bloqueo. E’ un crimine contro l’umanità. E’ una delle pagine più triste della storia recente delle relazioni internazionali. Esprimiamo la massima solidarietà alla popolazione cubana, al Governo cubano e al Partito comunista cubano dopo il trionfo di ieri all'Onu. I veri stati canaglia sono Israele e Stati Uniti.
 

Come ha raggiunto questo risultato Cuba?
 
“Cuba è un modello di solidarietà internazionalista e di diplomazia per la pace e convivenza armonica tra i popoli. Prendete il caso degli uragani e disastri ambientali che hanno devastato recentemente il continente. Il primo paese, insieme con il Venezuela bolivariano, a dare immediatamente sostegno umanitario con l’invio di medici era sempre Cuba. Avete presente l’approccio neo coloniale degli Stati Uniti verso Porto Rico? Ecco i popoli si ricordano la solidarietà da dove arriva. La solidarietà paga.


Quali sono gli effetti che il bloqueo ha prodotto a Cuba?
 
Per Cuba il bloqueo è un crimine contro l’umanità che il popolo subisce ogni giorno da decenni. Punto. Se pensiamo anche al caso del Venezuela e le infami sanzioni economiche contro Caracas, si può tranquillamente affermare che oggi le guerre economiche fanno danni similari a quelle militari.
Pensate che per colpa del bloqueo, Cuba ha perso miliardi e miliardi di dollari che sarebbero potuti essere spesi in sanità, istruzione e sviluppo dell’isola, i bambini malati di tumore non possono aver accesso ai farmaci che potrebbero salvargli la vita e si è arrivati addirittura al paradosso che vengono sanzionate le imprese europee solo perché commerciano con l’isola.
 


Qual è il messaggio che è stato mandato a Trump?
 
L’anno scorso erano in corse le negoziazioni con Obama e lo stesso testo era stato approvato all’Assemblea Onu con l’astensione e non il voto contrario di Usa e Israele. Trump oggi rappresenta quella borghesia predatoria nella lotta inter-imperialista in questa fase morente del capitalismo globale che mostra il suo vero volto anche nei confronti di Cuba. Non definitelo matto. In politica non esistono matti, esistono espressioni di poteri economici e politici precisi.
A Trump il messaggio che è stato fatto arrivare è questo: quando parli di consenso internazionale esattamente cos’è che hai in mente? Quando parli di democrazia negli Stati Uniti e dittatura a Cuba esattamente cos’è che hai in mente? Quando definisci Stati Canaglia Venezuela e Cuba, che cosa è che hai in mente? Gli Stati Uniti utilizzano la parola democrazia come foglia di fico per i loro crimini e i veri stati canaglia sono quei due che ieri si sono opposti alla rimozione del bloqueo.


 
L’ha sorpresa la pochissima risonanza mediatica della notizia data dai media italiani?

No non mi sorprende più la stampa italiana. Tutto quello che di negativo penso viene solo confermato ogni giorno di più. Vorrei solo dire a quei grandi giornalisti di Repubblica, del Manifesto e degli altri giornali italiani che loro forse non lo sanno ma a Cuba tra poco si voterà. A Cuba tra poco Rual Castro si dimetterà e lascerà alla nuova generazione le sorti della Rivoluzione. In Venezuela si è effettuata l’elezione numero 23 in 18 anni e a breve si voterà nuovamente. Che strane dittature quelle in cui la rivoluzione è patrimonio del popolo, che attraverso le missioni i Consigli popolari, hanno, al contrario delle tanto decantate democrazie occidentali, potere sostanziale di incidere sulla vita politica del paese. Ma questo sulla stampa italiana preferiscono non scriverlo.


Qual è lo scopo ultimo del bloqueo o delle sanzioni contro il Venezuela?

Il bloqueo o le sanzioni economiche contro il Venezuela servono a uno scopo solo: far inginocchiare i popoli, farli andare contro un Governo che non si piega all’Imperialismo. Rendere nuovi stati vassalli laddove si sperimenta un modello alternativo al regime malato neo-liberista. Ma il popolo cubano non si inginocchierà mai e continuerà a resistere. Il popolo venezuelano non si inginocchierà mai e continuerà a resistere. Entrambi non si inginocchieranno mai alle ingiustizie dei nostri tempi.

Alessandro Bianchi


 
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