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Solidarietà con i lavoratori in sciopero il 27 ottobre. Vergognosa aggressione del Governo

Solidarietà con i lavoratori in sciopero il 27 ottobre. Vergognosa aggressione del Governo
 
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di Giorgio Cremaschi 

Il 27 ottobre i sindacati di base CUB, SiCobas e USI hanno proclamato uno sciopero contro le politiche economiche del governo. È giusto essere solidali con tutti i lavoratori che scenderanno in lotta, perché di lotta c'è bisogno di fronte al continuo attacco ai diritti sociali e del lavoro e al chiacchiericcio in risposta di CgilCisl Uil. 

Purtroppo non si è riusciti a realizzare lo sciopero comune di tutte le forze sindacali antagoniste e conflittuali. USB E COBAS avevano pubblicamente proposto di definire una data di lotta di tutti, ma la CUB e gli altri l'hanno rifiutata e hanno confermato lo propria, secondo me sbagliando profondamente. 
USB, Confederazione COBAS UNICOBAS e altri sciopereranno il 10 novembre. 

Gli scioperi sono prima di tutto un mezzo dei lavoratori per farsi sentire, quindi le differenze tra le organizzazioni dovrebbero passare in secondo piano di fronte alla possibilità di una lotta più grande. Tanto più che il governo ha subito approfittato di questa situazione aggredendo lo sciopero dei trasporti del 27 ottobre. Che con una ordinanza del ministero dei trasporti è stato ridotto da 24 a sole 4 ore. Nei grandi paesi europei, spesso usati a modello dai governanti per imporre sacrifici, nessuna autorità oserebbe colpire uno sciopero regolarmente proclamato. Nell'Italia dove la Costituzione oramai è carta straccia si colpisce il diritto di sciopero, anche di quello perfettamente legale, con assoluta sfacciataggine. Di fronte a questo autoritarismo montante l'unità di chi lo combatte sarebbe necessaria. Purtroppo questa non c'è stata, ma il problema si pone e si porrà con sempre più urgenza. 

Quindi facciamo in modo che lo sciopero del 27/10 e quello del 10/11 siano parte di uno stesso percorso di lotta. E partecipiamo tutti alla manifestazione a Roma dell'11/11 contro il governo e le sue leggi. La situazione è troppo grave per non unire le forze, che non sono tante.
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