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Ultima vergogna dell'UE: un premio "diritti umani" al terrorismo e golpismo in Venezuela

Ultima vergogna dell'UE: un premio diritti umani al terrorismo e golpismo in Venezuela
 
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Sembra incredibile ma l'opposizione fascista e golpista venezuelana ha vinto per il 2017 il Premio Sacharov sui "diritti umani" dal Parlamento europeo.

Come leggiamo dal sito del Parlamento europeo, così veniva presentata la candidatura dell’opposizione “democratica” in Venezuela:
 
l’Assemblea nazionale (per cui è nominato Julio Borges) e tutti i prigionieri politici rappresentati da Leopoldo López, Antonio Ledezma, Daniel Ceballos, Yon Goicoechea, Lorent Saleh, Alfredo Ramos e Andrea González. La situazione in Venezuela è andata sempre peggiorando sia per la democrazia che per i diritti umani e l’economia. C’è grande instabilità politica e sociale nel paese. I democratici venezuelani sono stati nominati da due gruppi: quello del Partito popolare europeo (Democratici cristiani) e quello dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa. I prigionieri politici e l’opposizione democratica venezuelani erano già stati nominati nel 2015.
“In Venezuela c’è un coraggioso gruppo di studenti e politici che si battono per la libertà ogni giorno” ha raccontato il deputato spagnolo Jose Ignacio Salafranca (Partito Popolare europeo). Assegnare il premio all’opposizione democratica in Venezuela sarebbe “un’opportunità per dimostrare che ci impegniamo per la democrazia e i diritti umani in America latina”, ha spiegato Beatriz Becerra (Liberali e Democratici). La deputata ha ricordato che almeno 20 europei sono detenuti come prigionieri politici.


Per riprendere le parole dell’eurodeputato del partito più corrotto del mondo, del paese in cui vivono 1 milione e 400 mila bambini in povertà, e del governo che ha represso nel sangue recentemente un voto popolare in una delle sue regioni, Salafranca, “in Venezuela c’è un coraggioso gruppo di studenti e politici che si battono per la libertà ogni giorno”.
 
Ma chi sono questi studenti e politici? Come AntiDiplomatico da mesi vi scriviamo sulle vicende del Venezuela (qui trovate le nostre decine e decine di articoli a cui vi rimandiamo) e i nostri lettori davvero non hanno bisogno di ulteriori chiarimenti. Da aprile a luglio del 2017 sono morte 120 persone per l’azione golpista, di terrorismo nelle strade, di assalto a ospedali, ministeri e tv di stato da parte di quei “politici e studenti” che sono stati anche premiati dall’Unione Europea.



 
In questo video di Libera TV, davvero eccellente, è ricostruito tutto. Vi consigliamo un'attenta visione:


 
Guardate bene queste immagini. E’ a loro che il Parlamento europeo ha assegnato il Premio Sacharov.
 
 
 
E potremmo continuare per ore a mostrarvi le immagini del terrorismo e del fascismo sulle strade del Venezuela dall'aprile al luglio del 2017.

Ma a peggiorare le cose per questa parte di mondo sempre più allo sbando sono poi arrivate le parole di Antonio Tajani, presidente (ahinoi) del Parlamento europeo, che oggi nel commentare il Premio ha parlato di “totale sostegno del Parlamento europeo all’Assemblea nazionale del Venezuela, l’unica Assemblea eletta democraticamente”. E da buon colonialista Tajani ha invocato una “transizione pacifica” per il Paese latinoamericano e “l’istituzione di corridoi umanitari per portare aiuto alle popolazioni provate da fame e povertà”
 
Questa è la transizione che ha in mente Tajani:



Fino al 30 luglio in alcune ristrette strade del Venezuela, quelle ricche e in mano all’altissima borghesia, gruppi paramilitari di terroristi finanziati e supportati dalle destre interne e internazionali hanno cercato per la terza volta (dopo 2002 e 2013) la destituzione violenta del legittimo governo di Caracas.

Hanno fallito per la terza volta.

Sconfitti sono stati i golpisti, ma anche i loro sostenitori (Usa e Ue in particolare).

Ha vinto il Presidente Maduro, che ha deciso di restituire il potere al popolo. E a votare il 30 luglio per l’Assemblea costituente sono andati oltre otto milioni di venezuelani, sfidando eroicamente il terrorismo e il golpismo violento delle destre. Da allora pace e dialogo hanno prevalso e nelle elezioni del 15 ottobre per 23 stati del paese hanno partecipato tutte le forze politiche, anche quelle di estrema destra come Voluntad Popular, che più di tutti si erano segnalati per le violenze nelle strade.

Dalle violenze delle strade alla candidatura democratica, un trionfo quindi di pace e democrazia. Quello sì che sarebbe stato da sottolineare, ma che invece è stato totalmente censurato in Europa.

Ma chi è che ha vinto queste elezioni del 15 ottobre?

Non lo sapete, forse, perché sono state, anche queste, totalmente censurate dai “liberi” media dell’UE. Sono state un trionfo del governo di Maduro, con il Blocco della Patria che si è aggiudicato 18 dei 23 governatori con il 54% delle preferenze a livello nazionale. Un plebiscito, come avevano descritto il voto le opposizioni alla vigilia, a favore del Presidente. 

Questo ha mandato in tilt tutti coloro come l’Unione Europea che da mesi lavoravano per la destituzione violenta del governo, reo di non voler cedere alle multinazionali occidentali l’utilizzo delle prime riserve petrolifere al mondo.

Che fare quindi per coloro che non volgiono piegarsi al voto democratico in Venezuela? Ad esempio, il gesto disperato di un Premio all’opposizione venezuelana.

Disperato perché qui l'Unione Europea arriva davvero al tragicomico. Oggi l’opposizione venezuelana, infatti, non solo si è divisa tra chi come Accion Democratica ha giurato con i suoi governatori all’Assemblea Costituente e proseguirà nel percorso democratico delle urne, da un lato, contro le frange di estrema destra che dopo il misero risultato elettorale hanno annunciato che riprenderanno le violenze nelle strade, dall’altro, ma gli insulti reciproci hanno raggiunto un livello che va oltre la rottura politica. Siamo alle minacce personali e, come scriveva ieri Geraldina Colotti, siamo alle maledizioni sciamane.

E quindi una domanda a questo punto sorge spontanea: con un'opposizione rotta in mille pezzi dal voto democratico e libero del 15 ottobre, a quale parte in particolare va il premio dell'UE? 

In altre parole Bruxelles premierà chi ha scelto la via democratica o quella violenta golpista?

Seguendo le parole colonialiste di Tajani che “invoca” una “transizione” e seguendo, più specificatamente, la famigerata storia recente dell’UE, in particolare il sostegno ai nazisti in Ucraina e ai terroristi jihadisti in Libia e Siria, è facile prevedere che l'Ue preferirà i secondi.

Il Premio Sacharov - al quale per darvi un'idea erano stati candidati anche i "democratici" neo-nazisti di Maidan nel 2014 - è nato nel 1988 con una chiara connotazione anti-comunista. E' servito negli anni a conferire l’aureola dei “diritti umani” alle battaglie neocoloniali che per conto della Nato e degli Usa, l’Ue perseguiva e persegue.

In passato, magari, questa organizzazione sovranazionale poteva avere una certa verginità e credibilità. Dopo ex Jugoslavia, Iraq, Libia, Siria, Yemen, Ucraina e ora Venezuela, l’Unione Europea non ha semplicemente diritto di pronunciare una sola sillaba sul tema dei diritti umani. Dopo quello che l’Unione Europea permette in termini di macelleria sociale, distruzione di Welfare e norme minime di dignità dei lavoratori all’interno dei suoi paesi membri, l’Unione Europea non ha semplicemente diritto di pronunciare una sola sillaba credibile sul tema dei diritti in generale.

Alessandro Bianchi
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