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VIDEO. Catalogna e Cuba: i due pesi e due misure di Amnesty International

VIDEO. Catalogna e Cuba: i due pesi e due misure di Amnesty International
 
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Il video Catalunya y Cuba: un barco a la deriva llamado Amnistía Internacional (Catalogna e Cuba: una barca alla deriva chiamata Amnesty International) (qui il testo e il 
video: http://www. cubainformacion.tv/index.php/ en-portada/77145-catalunya-y- cuba-un-barco-a-la-deriva- llamado-amnistia-internacional ) dà conto del modus operandi di Amnesty International, quando trasforma il sacrosanto impegno per i diritti umani "in strumento funzionale per i media e i governi occidentali" (per citare la conclusione del video). 




Nei giorni scorsi Amnesty International si è espressa sulla prigionia di leader e consiglieri indipendentisti in Catalogna. Per dire cosa? Che non possono essere considerati prigionieri politici perché sono accusati di atti che possono rappresentare un delitto. Dunque, spiega, Cubainformación, "l'organizzazione dirittoumanista rituiene che un'azione politica pacifica possa essere un delitto. Però la stessa Amnesty considera prigionieri politici quelli che a Cuba violano leggi analoghe a quelle esistenti in tutti i paesi. Ad esempio il Codice penale spagnolo condannerebbe i cosiddetti dissidenti cubani ad almeno quattro anni di carcere per i loro rapporti con potenze straniere e per il fatto di pregiudicare o compromettere la dignità e gli interessi vitali (...) Ricordiamo che i cosidetti gruppi dissidenti cubani sono sponsorizzati dal governo degli Stati uniti, dal quale ricevono fra i 20 e i 30 milioni di dollari all'anno. E' da loro, dalle Damas en blanco, da Cubalex, dalla sedicente Commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale, che Amnesty riceve le informazioni che poi trasforma in rapporti su Cuba". 

Il video si sofferma su un rapporto di Amnesty su Cuba dal titolo stupefecente: Cuba è una prigione mentale, con tanto di illustrazioni alla Munch. 

(file:///C:/Users/Ferdinando/ Downloads/ AMR2572992017SPANISH.PDF). Il rapporto è analizzato nei dettagli da Cubainformación, a partire dalle fonti: "La fonte principale è un gruppo di migranti cubani in Messico, sorpresi dalla deroga di Barack Obama alla politica di asilo automatico a cubani e cubane, e che ora hanno bisogno di costruirsi un espediente politico per essere accettati negli Stati uniti. E per questo mentono senza pudore". Il resto del video ci spiega nei dettagli menzogne e realtà.
  
(12)       https://www.amnesty.org/es/ documents/amr25/7299/2017/es/ Amnesty International, “Es una prisión mental. Cuba: mecanismos de control a la libere expresión y sus efectos intimidantes en la vida cotidiana”, noviembre de 2017 (páginas 12 y 14).






M.C.
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