Front National primo partito di Francia. L'analisi di Jacques Sapir

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Al primo turno delle elezioni regionali in Francia, il Front National di Marine Le Pen, è arrivato primo in sei regioni su tredici.

Per Jacques Sapir, da questo voto, si possono trarre delle grandi lezioni e alcune di queste non sono nuove; sono solo la conferma delle tendenze che erano già percepibili dal 2012. Ma altre sono nuove e riflettono i cambiamenti degli ultimi mesi. Il successo del Fronte Nazionale è evidente. Ma deve essere analizzato attentamente. 

La prima lezione è il progresso nazionale del Fronte Nazionale, che è diventato il primo partito della Francia, con una dimensione geografica interessante. Il principale successo del Fronte Nazionale è ad est di una linea da Le Havre a Marsiglia. Nelle sei regioni che occupano questo territorio, supera il 40% in 2 (Nord-Pas-de-Calais-Picardie e in Provence-Alpes-Côte d’Azur  ) e il 30% nelle altri due (Alsazia-Lorena-Champagne-Ardenne e Bourgogne-Franche-Comté. ) . Le altre due regioni sono contrassegnate dalla vittoria delle liste della destra. Ma quella linea Le Havre-Marsiglia è una vecchia conoscenza per i geografi. Questa è la linea tra la Francia della grande (e vecchia) industria e dell'alta urbanizzazione e della Francia agricola, rurale e delle piccole industrie. Il senso  politico di questa linea si fonde con il suo significato sociale e industriale, con l'eccezione della regione PACA. E' la Francia delle tradizioni industriali, quella che ha subito l'urto dell'impatto della globalizzazione e della de-industrializzazione.
 
Ma questa partizione del voto secondo la partizione del territorio in onore tra i geografi ne nasconde un'altra. Il Fronte nazionale ha fatto passi da gigante nella regione Languedoc-Roussillon-Midi Pyrénées e nella regione di Centro. In queste regioni, non è la grande e vecchia industria che aveva strutturato il territorio, ma un'industria più decentralizzata, composto da piccole e medie imprese, a volte lavorando in sinergia con l'agricoltura o come subappaltatore specializzato di grandi aree industriali. Questa industria conosce da dieci anni una profonda crisi, ma è meno spettacolare di quella dei grandi bacini. Le chiusure delle imprese industriali sono aumentate, ognuna con i licenziamenti da 100 a 200 persone che sono rimasti ignorati dai media nazionali. Queste sono le aree della povertà rurale, perché per ogni chiusura aziendale ci sono decine di famiglie che sono vulnerabili e scivolano verso l'insicurezza economica e la povertà estrema.
 
Questa classificazione comprende anche le regioni con tradizioni piuttosto profondamente radicate, che soffrono maggiormente l'abbandono di grandi servizi pubblici, ma anche la crescita di una precarietà culturale.

Un'altra lezione importante, e relativamente nuova, è la combinazione dello scarso rendimento del Fronte di Sinistra, con la - relativa - innovazione del partito Nicolas Dupont-Aignan, Debout la République. E da qui l'esigenza, come scrive Sapir, della nascita di un fronte sovranista di sinistra, una corrente autonoma che rappresenti le posizioni dei sovranisti di sinistra.
 
   

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