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Una forte esplosione scuote il centro storico di Istanbul

 Una forte esplosione scuote il centro storico di Istanbul
 
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Questa mattina a Istanbul, intorno alle 10.20 locali, c’è stata un’esplosione nei pressi della Moschea Blu, nel quartiere turistico di Sultanahmet. Un portavoce del governatore di Istanbul ha detto che ci sono almeno 11 morti e 15 feriti.

I media turchi hanno subito parlato di un attentato suicida: un kamikaze si sarebbe fatto esplodere vicino ad un gruppo di turisti tedeschi. La conferma è arrivata dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan che ha detto che si è trattato di un attentato suicida e che l’attentatore aveva origini siriane. Altre fonti sostengono che il kamikaze era arrivato da poco in Turchia dalla Siria ma sarebbe stato identificato come Nabil Fadli, di origine saudita.

Lo Stato Islamico avrebbe rivendicato l'attentato.

Il governo ha imposto la censura alle notizie sull'esplosione.

Da quando l'AKP ha perso la maggioranza assoluta in Parlamento nel giugno dello scorso anno, la Turchia è stato un focolaio di violenze.
 
Un attentatore suicida ha ucciso
30 giovani attivisti a Suruc, una città del sud della Turchia al confine con la Siria, un mese dopo le elezioni, ponendo le basi per sei mesi di agitazione, culminati negli attentati di Ankara che hanno causato più di 100 morti nel mese di ottobre 2015. Alcuni hanno suggerito che il governo di Erdogan avesse inscenato gli attacchi nel tentativo di mostrare ai turchi perché un  "forte" governo dell'AKP è necessario per mantenere la "pace".  

Questa volta ad essere presi di mira sono i turisti e il settore turistico è un comparto economico di prima grandezza per la Turchia.
 
Oltre alla Turchia, l'attacco colpisce duramente  - a livello di vittime - la Germania, che sta attraversando una seria crisi dovuta al massiccio afflusso di rifugiati mediorientali nel paese,  le recenti violenze di fine anno a Colonia e le scelte della Merkel sul tema immigrazione.


 
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