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"Prima o poi l'euro esploderà, senza la coesione necessaria". A. Merkel

Prima o poi l'euro esploderà, senza la coesione necessaria. A. Merkel
 
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Le Monde ricostruisce venerdì la fronda creatasi all'interno del Consiglio europeo per bloccare la proposta tedesca della firma di contratti vincolanti con la Commissione europea per risolvere la crisi del debito sovrano. E le dichiarazioni tra i leader sono assolutamente forti. “Non è una questione di soldi , si tratta della legittimità dell'integrazione europea", ha, secondo il quotidiano francese, dichiarato il premier finlandese Jyrki Katainen. "I piani di salvataggio hanno alimentato il populismo. È un cancro."
 
Per i paesi del Sud è Mariano Rajoy il più duro. "Molti di noi fanno le riforme. I contratti devono essere fatti su base "volontaria", insiste. "Se non fate le riforme, perderete la sovranità nazionale", avrebbe risposto Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, uno dei pochi, con José Manuel Barroso, a sostenere la proposta di Angela Merkel. E di fronte all'insistenza del premier spagnolo nel voler eliminare il vincolo giuridico, Angela Merkel, prosegue Le monde, si lascia sfuggire: "Prima o poi, senza la necessaria coesione, l'euro esploderà.
 
Se questo testo non è accettabile per la Spagna, lasciamolo cadere, se ne riparlerà tra dieci anni. […] Abbiamo discusso se la Grecia avrebbe dovuto lasciare la zona euro e credo che se questo fosse accaduto, tutti avremmo dovuto uscire poco dopo. A un certo punto la cosa deraglierà, usciremo dai binari". 
 
Ma il suo discorso non ha convinto i partner ad una perdita di sovranità ulteriore non giustificabile in nessun modo oggi di fronte ad i loro paesi ed Angela Merkel ha proposto di rimandare la decisione al dicembre 2014: "Non voglio che qualcuno mi dica che ha perso le elezioni", a causa dei contratti. Dicembre 2014? "Io non ci sarò più", ha detto Barroso. Non importa!” si lascia sfuggire il Cancelliere. "Non morirò per i contratti” conclude Herman Van Rompuy, “ma voglio finire il lavoro prima di lasciare il mio posto", nel novembre 2014. Si è poi convenuto di rinviare la decisione da giugno a ottobre 2014.
 
Per l'imperdibile traduzione completa delle dichiarazioni dei leader durante il Consiglio si rimanda e si ringrazia Voci dall'Estero.
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