/ "E' la Germania l'anello debole dell'euro". Nino Galloni

"E' la Germania l'anello debole dell'euro". Nino Galloni

E' la Germania l'anello debole dell'euro. Nino Galloni
 

L'intervista all'autore di "Chi ha tradito l'economia italiana?"

Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it
di Alessandro Bianchi

Nino Galloni. Economista. Ha insegnato all'Università Cattolica di Milano, all'Università di Modena ed alla Luiss. Dal 2010 è membro effettivo del collegio dei sindaci all'INPS. Autore di Chi ha tradito l'economia italiana? e Prendi i tuoi soldi e... scappa? La fine della globalizzazione.

- Nell'ultima edizione del suo libro "Chi ha tradito l'economia italiana?", c’è una promessa rivolta ai lettori: un nuovo aggiornamento del testo in seguito alle recenti elezioni tedesche del 22 settembre. Lo ritiene davvero necessario visto l'esito?
 
Le elezioni tedesche mi hanno oggettivamente deluso, mi aspettavo una migliore performance delle formazioni anti-euro. Ma a forza di contratti di solidarietà e small jobs gli elettori convergono sul voto moderato. La Germania sta sperimentando bassi salari, piena occupazione ed aggressività internazionale, un mix che già in passato ha prodotto esiti disastrosi. Nonostante questo, i Tedeschi hanno votato in massa la Merkel, che ha comunque commesso un errore nel far fallire il suo alleato di governo – i liberali del Fdp – ed ora dovrà decidere se andare con i Verdi, e puntare su una decrescita deleteria per la Germania e per gli altri Paesi dell'Europa, o con i Socialisti, che si sono dimostrati troppo deboli sul lavoro ed hanno meritato la sconfitta. 
 
- Visto anche il trionfo della Merkel e la sua nota reticenza nell'applicare quelle misure per rilanciare l'economia del continente, l'uscita dalla moneta unica è oggi la migliore opzione per l'Italia e gli altri Paesi dell'Europa meridionale?
 
L'uscita dall'euro non è un obiettivo, semmai una necessità. Il punto di riferimento deve essere il ripristino della sovranità monetaria o meglio la possibilità di riprendere l'equilibrio tra emissione di moneta e di titoli a basso costo per finanziare gli investimenti pubblici. Che si faccia a livello europeo e l'euro divenga finalmente una moneta è uno scenario possibile. Se poi questo non dovesse accadere, allora certamente, ma solo per questa ragione, bisogna tornare alle monete nazionali.  
 
 - Ritiene possibile una moneta per l'Europa del Nord ed una per quella del Sud?
 
Gli economisti che hanno proposto l'euro a due velocità non tengono conto che l'attuale modello tedesco, vale a dire bassi salari, piena occupazione ed aggressività internazionale, si è allontanato da quello renano, sano, e richiederebbe una svalutazione dell'euro proprio per la Germania: i bassi salari non aiutano un Paese industrializzato, che non deve puntare agli avanzi come quelli in via di sviluppo, dato che nel momento in cui ha finito di abbinare alti salari, tecnologia ed esportazioni, per mantenere il livello di quest'ultime deve abbassare i salari con effetti negativi sulla domanda interna più che proporzionali agli aumenti delle esportazioni stesse. Il risultato: una rincorsa al ribasso dei salari ed un circolo vizioso dal lato della domanda interna. 
La Germania è vero che esporta, ma sta deprimendo il mercato interno ed è piena di magazzini di merci invendute. E' un Paese che sta per scoppiare ed è lei, per questo motivo, l'anello debole dell'euro. 
 
 - Quanto tempo potrà durare questa situazione insostenibile creatasi tra i Paesi dell'euro-zona?
 
La Germania ha interesse a svalutare e non può certo accettare una svalutazione dei Paesi mediterranei: Berlino si aggrappa al meno peggio per loro – l'attuale euro - ma la situazione sta diventando insostenibile. L'aumento dell'aggressività e degli avanzi vengono pagati con la diminuzione dei salari interni e dalla disoccupazione dell'Europa meridionale. La Germania è un'anomalia che potrà effettivamente travolgere l'euro, a meno che non si riesca a trasformarlo in una vera e propria moneta. Ed il fatto che la rabbia tedesca non si esprima nelle elezioni non è una buona notizia.
 
 - Veniamo all'Italia. Lei nei suoi scritti indica due avvenimenti come emblema del declino italiano: il rapimento Moro per la fine della sovranità politica e la separazione della Banca Centrale dal Tesoro per quella monetaria. Possiamo aggiungere anche il novembre del 2011 e l'ascesa di Mario Monti al potere come fine della sovranità tout court?
 
Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it
Fonte: d
Notizia del:
comments powered by Disqus
Le più recenti da L'intervista
Notizia del:

Intervista a D. G. Novikov (KPRF): "Siamo pronti a celebrare a dovere il centenario della Rivoluzione del 1917, un grande cambiamento per l'umanità"

Il deputato della Duma e vice segretario del Comitato Centrale del Kprf: "Le sanzioni non hanno peggiorato i rapporti economici Usa- Russia, ma solo quelli Russia-UE"

di Danilo Della Valle Nella Mosca del 1917, nella prima metà di Agosto, si organizzava nel Teatro...
Notizia del:

Intervista a Pablo Kunich, giornalista uruguayano in Venezuela: vi racconto da chi (e per conto di chi) è composta la "resistencia"

"I media nascondono che la maggior parte delle vittime appartiene alla classe lavoratrice, chavisti, forze dell'ordine o gente povera che non manifestava"

di Geraldina Colotti* 13 agosto 2017 Durante il nostro ultimo viaggio in Venezuela abbiamo intervistato...
Notizia del:

Intervista al Prof. Escarra, grande costituzionalista venezuelano: "Ho avuto differenze con il chavismo in passato. Difendo la Costituente, Maduro è un grande democratico"

Sulle destre Escarra dichiara: "Nonostante la violenza di questi settori che oggi si sono impadroniti di tutta l'opposizione, dobbiamo fare uno sforzo di dialogo, che il presidente sta perseguendo in ogni modo."

di Geraldina Colotti*, Caracas Il professore Hermann Escarra è uno dei più grandi costituzionalisti...
Notizia del:

Il fratello del Comandante Hugo Chavez: "Gli Usa parlano di democrazia, ma agiscono da fascisti"

In un'intervista a Ernesto Navarro di RT, il fratello del Comandante Hugo Chavez e neo-eletto costituente in Venezuela, Adán Chávez, commenta la decisione degli Stati Uniti di sanzionare...
Notizia del:

LA ASAMBLEA CONSTITUYENTE EN VENEZUELA DEL, POR Y PARA EL PUEBLO EN DEFENSA DE LA SOVRANIA Y AUTODETERMINACIÓN BOLIVARIANA

Entrevista de Redazione Radio Città Aperta a prof. L. VASAPOLLO

TRAD. de Pepe Valenzuela    Seguimos con el trabajo de dar noticias y de contextualizar la situación...
Notizia del:     Fonte: http://www.eldiario.es/

Venezuela, parla un osservatore spagnolo: «Il risultato è inappellabile. Sono otto milioni di persone»

Vicent Garcés è un ex eurodeputato appartenente al PSOE spagnolo che ha seguito elezioni per l'Assemblea Costituente come osservatore internazionale

  «Il risultato è inappellabile. Sono otto milioni di persone. Una partecipazione del 42%, nonostante...
Notizia del:

"Una lezione all'eurocentrismo, compreso quello di sinistra, che non fa altro che riproporsi come nuovo colonialismo."

Su gentile concessione di Contropiano Proseguiamo il lavoro per dare notizia, e contestualizzarla, di quanto sta avvenendo in Venezuela. Per un punto sulla situazione dopo il voto di domenica...
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa