"Era un ca..o di disastro in Europa". Altre dichiarazioni inedite trapelate di Geithner

Il "whatever it takes" di Draghi del luglio del 2012 è stato improvvisato. "Draghi non aveva alcun piano"

11939
"Era un ca..o di disastro in Europa". Altre dichiarazioni inedite trapelate di Geithner

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


 
Il Brussels Blog del Financial Times ha pubblicato cento pagine di trascrizioni inedite di interviste che Timoty Geithner ha rilasciato ai suoi assistenti nella fase di preparazione del suo libro Stress Test: Reflections on Financial Crises. Molte delle citazioni compaiono nel libro, altre svelano ulteriori retroscena su quella fase critica (fine 2011-estate 2012) di crisi della zona euro.
 
Il Brussels Blog rivela innanzitutto come, per l'allora Segretario del Tesoro, il "whatever it takes" di Draghi del luglio del 2012 è stato improvvisato e non vi era alcun piano preciso da parte del presidente della Bce. Geithner ricorda come poco prima della famosa frase, con la comunità degli hedge funds convinti che l'Europa stesse finendo, Draghi non sapeva letteralmente che fare, era allarmato e ha costruito una serie di frasi come ‘we’ll do whatever it takes’. “Ridicolo”, afferma  Geithner. ”Andai a vedere Draghi all'epoca e Draghi non aveva nessun piano. Il suo piano erano questa sorta di frasi vuote di questo tipo”. Deve far riflettere molto tutti coloro che ancora pensano che la Bce possa iniziare una politica di Quantitative Easing.
 
Sulla politica europea di quella fase, Geithner aggiunge alcuni particolari alle sue rilevazioni del suo libro che già aveva fatto molto discutere. E nel G-20 in Francia che Sarkozy ospitò in piena campana elettorale, gli europei “ci hanno approcciato in modo soft, indirettamente dicendoci: 'Vogliamo che vi unite a noi nel forzare Berlusconi alle dimissioni'. Volevano che  dicessimo che non avremo supportato un aiuto del FMI o ogni altro supporto all'Italia qualora Berlusconi fosse rimasto premier. It was cool, interesting. I said no….”, dichiara l'ex Segratario del Tesoro. E questo è più o meno quello che già sapevamo attraverso la sua biografia. Ma poi è arrivata la parte nuova: “Ricordo che quando andai a cena guardai il mio Blackberry. Era un cazzo di disastro in Europa. Le azioni delle banche in Francia stavano scendendo del 7-8%. Per me era come assistere ad una carneficina a causa di persone che stavano dicendo: la crisi in Grecia, chi è esposto in Grecia?... Gli europei arrivarono a quell'incontro dicendo: 'Daremo ai greci una lezione. Sono veramente terribili. Ci hanno mentito. Hanno succhiato e si sono approfittati della situazione e li schiacceremo' era l'atteggiamento di tutti loro. Ma la principale cosa che ricordo aver detto a queste persone è stato: 'tu puoi mettere i tuoi piedi sul collo dei greci, se è quello che volete”. Ma, prosegue Geithner, dovete mandare un messaggio di rassicurazione all'Europa e al mondo che lo farete insieme e non divisi. Dovete proteggere il resto dell'Unione”. Dovete essere sicuri di costruire questa capacità per rendere quest'impegno credibile mentre date questa lezione ai greci, il messaggio.
 
“Ho sottostimato completamente la possibilità che gli europei avrebbero fallito in tutto per i tre anni successivi. Ho pensato che fosse inconcepibile che avrebbero potuto fare così male come in ultima analisi hanno fatto. Ma i primi segnali vanno riscontrati in quel dibattito iniziale. Erano stati ingannati dai Greci. E 'stato imbarazzante per loro, perché i greci avevano finito per prendere in prestito tutti questi soldi ed erano pazzi di rabbia e volevano solo vendicarsi”. Ma, sottolinea Geithner, in questo modo stavano alimentando e rafforzando tutto il dramma  che sarebbe seguito. La Grecia è oggi un paese in cui tre cittadini su cinque hanno superato o stanno superando la soglia di povertà, sono stati rinegoziati i principali diritti sociali garantiti per Costituzione e a cui è stato imposto un piano di privatizzazioni selvagge. Le politiche imposte alla Grecia, da allora, sono divenute  il principale modello di riferimento per gli altri paesi, tra cui l'Italia.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia di Alessandro Bartoloni La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

I biolaboratori USA esistono e sono pericolosi di Fabrizio Verde I biolaboratori USA esistono e sono pericolosi

I biolaboratori USA esistono e sono pericolosi

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA   Una finestra aperta Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Social-network: la semi-ottica dell'urlatore di Geraldina Colotti Social-network: la semi-ottica dell'urlatore

Social-network: la semi-ottica dell'urlatore

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti