VIDEO. Ecco come la Turchia protegge le basi dei terroristi di Al-Nusra vicino al suo confine con la Siria

La giornalista di RT Lizzie Phelan, accompagnata dai combattenti curdi YPG, ha visitato il confine turco-siriano, per testimoniare come regolarmente i terroristi ricevano aiuto dalla Turchia.

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I terroristi di Al-Nusra in Siria hanno creato le loro basi vicino al confine con la Turchia e ricevono regolare approvvigionamento da questo paese. la giornalista di RT, Lizzie Phelan, accompagnata dai combattenti curdi di YPG, si è recata sul sito per documentare come regolarmente i terroristi ricevano aiuto dalla Turchia.
 
Nelle immagini ottenute si vede come  veicoli diversi dalla parte turca si rechino alla città siriana di Azaz, parzialmente controllata dai terroristi di Al-Nusra.
 
"Qui vediamo l'importante città di confine di Azaz. La Turchia è pronta a prevenire che i combattenti curdi del YPG prendano il controllo del luogo", ha affermato Lizzie Phelan.
 
"Un po' più avanti vediamo la città siriana di Bab al Salam e un notevole flusso di veicoli che arrivano dalla Turchia ad Azaz."
 
"Se facciamo uno zoom, vediamo i veicoli militari dalla Turchia, probabilmente un chilometro da qui. E proprio qui si trova un villaggio che Al Nusra ha utilizzato per gli addestramenti, secondo YPG," ha aggiunto la giornalista di RT.
 
Secondo fonti YPG, dopo che il Fronte Al-Nusra è stato escluso dagli accordi di tregua in Siria, i jihadisti hanno ammainato le loro bandiere per proteggersi dai bombardamenti.
 
Tuttavia, "vediamo una bandiera turca attraverso il confine e proprio lì, in Turchia, arrivano dalla base dei veicoli di Al Nusra carichi di armi, secondo quanto raccontano i combattenti YPG" ha spiegato Phelan.
 
Perché la Turchia appoggerebbe i terroristi?
 
Abu Jouma Benawii, il leader di Jaish al Thuwar Army gruppo alleato YPG, ha riferito a RT che "il motivo per cui la Turchia è coinvolta nel conflitto è quello di sostenere gruppi terroristici come Al Qaeda. Ottengono forniture dallo Stato islamica attraverso la Turchia e ci stanno bombardando perché hanno intenzione di occupare la nostra terra, non per aiutare le persone."
 
"La nostra lotta contro il governo siriano la fermiamo, ma continuiamo a combattere contro lo Stato islamico e Al-Nusra. Siamo impegnati nel cessate il fuoco al milione per cento", ha aggiunto Abu Jouma Benawii.
 

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