A San Pietro si ricordano i morti sotto le bombe in Yemen e quelli in mare: vittime degli stessi carnefici

La ex Libia dava lavoro a due milioni di persone, che lo sfascio nel paese nordafricano ha messo nelle mani degli scafisti

2146
A San Pietro si ricordano i morti sotto le bombe in Yemen e quelli in mare: vittime degli stessi carnefici

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Marinella Correggia
 
Il 19 aprile 2015, a piazza San Pietro, cittadini yemeniti, di altri paesi arabi e italiani, in rappresentanza della Comunità yemenita, di Rete No War e di Assadaka hanno partecipato all’Angelus del Pontefice portando la bandiera nazionale a strisce rosso-nere-bianche e la scritta “Stop alle bombe saudite in Yemen” su un cartello improvvisato. Gli attivisti avrebbero voluto esibire un grande striscione per ottenere qualche parola dal papa, e visibilità presso i media per un’aggressione – quella saudita – che non suscita lo sdegno mondiale come dovrebbe. Ma i materiali per il muto appello al papa e al mondo sono stati requisiti dalla polizia italiana prima dell’ingresso in piazza.


 
Fadhel, medico yemenita, intervistato da alcuni media, ha rivolto un appello al mondo, “affinché fermi l’aggressione al nostro paese che ha già provocato moltissime vittime civili e distrutto infrastrutture nell’assoluta illegalità dal punto di vista internazionale e del diritto umanitario. L’Arabia saudita e le altre petromonarchie uccidono in Yemen per i loro interessi geostrategici sull’importante spazio di mare, e in funzione anti-iraniana. Ma così facendo, oltre a danneggiare il popolo yemenita, favoriscono la crescita di terroristi come al Qaeda e Daesh”. La piccola Haura, 10 anni, ha ricordato “i miei parenti che a Sana’a devono cercare di proteggersi dalle bombe che cadono. Non capisco perché nessuno si interessi a questa guerra. I bambini devono vivere!”. 


Nelle stesse ore, la terribile notizia della morte nel Mediterraneo di centinaia di migranti – richiamata ovviamente allo stesso papa Francesco - ha oscurato anche sulla piazza la possibilità che l’appello degli yemeniti ottenesse qualche attenzione mediatica. Eppure, come ha ricordato una esponente della Rete No War in una dichiarazione alla stampa, “fra i morti sotto le bombe delle petromonarchie in Yemen e il più grande naufragio di migranti in fuga dai loro paesi c’è un nesso: i responsabili, i carnefici. Che sono gli stessi: i paesi della Nato e le petro-monarchie, due assi della guerra. Insieme nel 2011 hanno bombardato la Libia sostenendo gruppi armati locali rivelatisi estremisti, razzisti e in grado di partire a uccidere sia in Africa che in Siria e Iraq. La ex Libia dava lavoro a due milioni di persone, che lo sfascio nel paese nordafricano ha costretto a tornare a casa, per poi cercare di ripartire per l’Europa mettendosi, sempre in Libia, nelle mani degli scafisti. La guerra alla Libia ha dato manforte alla crescita di gruppi terroristi sedicenti islamici, in una manovra a tenaglia completata dall’azione condotta in Siria sempre dai paesi della Nato e del Consiglio di cooperazione del Golfo, con il loro sostegno a gruppi di opposizione armata poi confluiti armi e bagagli in Al Nusra o Daesh (Isis). Con la totale rovina di quel paese e del vicino Iraq”. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti