"Non ci trasformeremo in una colonia dell'Ue". L'accoglienza di Atene a Tsipras

“Troppo duro, troppo tardi, la morte dei greci”. L'ex ambasciatore Leonidas Chrysanthopoulos sulla capitolazione di Tsipras

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"Non ci trasformeremo in una colonia dell'Ue". L'accoglienza di Atene a Tsipras

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Il ritorno ad Atene di Alexis Tsipras dopo la capitolazione con i creditori di ieri per restare nella zona euro vive già i suoi primi drammatici momenti. Con il Parlamento greco chiamato a ratificare in pochi giorni i diktat umilianti della nuova Troika per accedere ai soldi che, come porte scorrevoli, ritorneranno quasi immediatamente indietro ai creditori stessi, la reazione da parte della popolazione e della politica è durissima.
 
L'ex ambasciatore Leonidas Chrysanthopoulos intervistato da RT ha definito l'accordo “troppo duro, troppo tardi, la morte dei greci”. E ancora: “Queste misure assurde non riflettono l'entrata della Grecia nell'Ue nel 1981. La Grecia si è trasformata in una colonia della Germania, non per restare nell'Unione Europea: il paese è molto lontano dall'essere fuori dalla crisi”.
 
Panos Kammenos, leader dei Greci indipendenti, il partito nazionalista che appoggia Syriza nel governo di coalizione, e ministro della Difesa si è già dichiarato contro l'accordo. “L'accordo proposto è un colpo di stato orchestrato dalla Germania e da altri paesi. Non possiamo votarlo”, ha dichiarato ad AP.  Anel conta 13 parlamentari e sommati ai 17 dissidenti della Piattaforma di sinistra di Syriza che hanno definito “umiliante” l'accordo, è facile capire come Tsipras abbia perso ormai la maggioranza del suo governo e sarà presto costretto ad un governo di unità nazionale con il partito Nuova Democrazia di Samaras. 
 
Il principale bersaglio della rabbia popolare e politica in Grecia resta Berlino. “La Germania sfortunatamente per la terza volta in 100 anni sta cercando di distruggere l'Europa”, ha dichiarato Nikos Filis, capogruppo al Parlamento di Syriza ad una tv locale come riportato Reuters. 
 
Durissimo anche Ann Pettifor, Direttore del Policy Research in Macroeconomics (PRIME) a RT: “Quest'accordo rende le cose molto peggiori non solo per la Grecia – la sofferenza politica e sociale sarà molto intensa, oltre a quella economica e finanziaria – ma per la zona euro, perché per permettere alla Grecia di ripagare il suo debito, deve essere in grado di crescere. E condannando a morte la sua economia, l'Europa gli ha impedito di generare nuovo reddito in futuro”. 

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