Il Senato Usa stanzia altri 300 milioni di dollari in aiuti militari per l’Ucraina
Gli accordi della scorsa settimana a Parigi hanno sancito ufficialmente il congelamento della crisi ucraina
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di Eugenio Cipolla
«E’ vero, c’è una tregua vera adesso, una tregua che sta reggendo. La guerra, però, non è ancora finita. Lo sarà solo quando libereremo ogni pezzo di Donbass dalla presenza dell’occupante». Petro Poroshenko non ha usato mezzi termini ieri per commentare l’attuale situazione nell’est del paese. Gli accordi della scorsa settimana a Parigi, che hanno sancito ufficialmente il congelamento della crisi in attesa di capire cosa succederà in Siria, hanno riportato un po’ di quiete nei territori delle due autoproclamate Repubbliche di Donetsk e Luhansk. Da giorni non si registrano episodi di violazione del cessate il fuoco, se non qualche accusa non verificata, e i due schieramenti hanno iniziato il ritiro delle armi leggere dalla linea del fronte.
Quanto possa durare realmente questa nuova tregua è difficile dirlo. Diversi analisti sostengono che questo stop possa in realtà consentire alle due fazioni di riorganizzarsi militarmente. Chi lo ha intuito sono senza ombra di dubbio gli Stati Uniti. Nella notte italiana, il Senato Usa ha approvato la legge sulla spesa per la difesa nel corso dell’anno fiscale 2016, includendo alcune disposizioni relative alla fornitura di assistenza militare in favore dell’Ucraina. Il documento, già approvato dalla Camera dei Rappresentanti, prevede uno stanziamento di 612 milioni di dollari da utilizzare per scopi militari. Il testo non è vincolante, ma dà ad Ashton Carter, capo del Pentagono, la possibilità di utilizzare 300 milioni di dollari per fornire a Kiev «assistenza adeguata in materia di sicurezza e intelligence», nonché tutta una serie di armamenti come missili anticarro, mortai e attrezzatura da combattimento.
«A nostro avviso – ha detto il repubblicano John McCain, citato dall’agenzia stampa russa TASS – dobbiamo fornire all’Ucraina missili anticarro Javelin». Allo stesso tempo, a Kiev potrebbe presto arrivare un sistema aereo tattico di sorveglianza e strumentazioni per le comunicazioni protette. Inoltre, questi soldi dovranno essere utilizzati per la formazione «delle forze armate e di altre forze di sicurezza facenti capi al governo ucraino». Ora il testo, prima di entrare definitivamente in vigore, dovrà arrivare sulla scrivania di Barack Obama, il quale però potrebbe porre il veto, come già è stato fatto trapelare dall’amministrazione. «Penso che stiamo andando verso un’opposizione a questo disegno di legge», ha detto in conferenza stampa il portavoce del presidente Usa, Josh Ernest, definendo «irresponsabile» non tanto il merito della questione quanto il meccanismo che dovrebbe finanziare l’intera operazione. A McCain, uno dei fautori della proposta, viene contestata la volontà di voler prendere questi soldi dal cosiddetto “fondo per le emergenze”. Cosa che la Casa Bianca non gradisce.
Se la legge non dovesse passare, sfumerebbe ancora una volta il sogno di Petro Poroshenko di ricevere armi da Washington. Nel corso dell’ultimo anno e mezzo gli Usa hanno già stanziato 265 milioni di dollari per attrezzature non letali (giubbotti antiproiettile, attrezzature mediche, visori notturi, radar, veicoli blindati) e formazione delle forze di sicurezza ucraine. Lo scorso 29 settembre il ministro degli Interni di Kiev, Arsen Avakov, aveva detto che la Guardia Nazionale ha ricevuto recentemente un carico di fucili Barrett di grosso calibro prodotti negli Stati Uniti, non specificando però se siano stati forniti direttamente dal governo Obama.


