«Santità, la Chiesa dovrebbe fare una giornata di preghiera per la pace in Siria».

In ricordo di Monsignor Nazarro, un uomo che si è speso per la fine della deflagrazione fondamentalista della Siria

2156
«Santità, la Chiesa dovrebbe fare una giornata di preghiera per la pace in Siria».

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


Su gentile concessione di Piccole Note

«Santità, la Chiesa dovrebbe fare una giornata di preghiera per la pace in Siria», aveva detto monsignor Nazzaro. «Mi pare un’idea bellissima», aveva risposto Francesco. «Lei che ne pensa?», aveva aggiunto il Papa rivolgendosi al presule che l’affiancava in quell’incontro.
 
«Non so», aveva risposto questi, «il 1 gennaio la Chiesa celebra già la giornata della pace…». Risposta prudente ma non certo cattiva: probabilmente il presule pensava che la Chiesa non poteva prediligere un luogo di conflitto piuttosto che un altro: poteva apparire ingiusto agli occhi delle vittime di altre guerre.
 
E però… «No, no, serve una giornata di preghiera per la Siria», aveva ribadito monsignore con forza. «Mi sembra proprio una bella idea», aveva detto ancora il Papa…
 
Questo il racconto che ci è stato fatto di quell’incontro di presuli svoltosi a Roma nel 2013 con il Santo Padre. Resoconto sommario, non letterale ovviamente, ché certo nessuno si è messo a registrare (né monsignore se ne è mai vantato).
Giorni dopo, quando la guerra cattiva rischiava di tracimare impazzita, quando gli americani erano a un passo dall’avviare una campagna militare, Francesco lanciò a tutto il mondo quell’appello accorato, chiedendo a tutta la Chiesa una giornata di digiuno e di preghiera per chiedere al Signore il dono della pace per la Siria.
 
Così il 7 settembre 2013 tutta la Chiesa si fermò, San Pietro si riempì di fedeli e l’intervento americano fu evitato grazie a uno stupendo escamotage: la promessa di Damasco di distruggere tutte le armi chimiche in suo possesso. 
 
Non sappiamo se Francesco nel lanciare il suo appello si sia ricordato di quell’incontro pregresso con monsignor Nazzaro, ma certo è possibile.
 
Tanto che, tra l’altro, le “sue” suore, le trappiste del monastero di Azeir, in Siria, avevano messo in relazione la cosa. In una lettera inviata al Blog Ora pro Siria scrivevano: «Vorremmo qui però approfittare anche per dire grazie a Mons. Giuseppe Nazzaro… Eh, sì.. perché ieri, quando stavamo commentando fra noi la veglia di preghiera, e la nostra esperienza con i giovani e gli adulti qui al villaggio, sr Mariangela se ne salta fuori dicendo : “dobbiamo ringraziare anche Mons. Nazzaro, perché è stato lui che lo ha chiesto al Papa”».
 
«Sì!!!…è vero !! Ricordate? Non molto tempo fa, in una intervista, ci aveva detto che aveva avuto qualche minuto per parlare col Papa della Siria, e gli aveva chiesto una sola cosa: organizzare una giornata mondiale di preghiera per la Siria!».
 
Non abbiamo un riscontro più autorevole per dar per certo questo collegamento, né in fondo è tanto interessante. Di certo, e questo ci sembra rilevante, tra il monsignore e il Papa nella circostanza ci fu piena sintonia.
 
È con questo ricordo che vorremmo far memoria di monsignor Giuseppe Nazzaro, morto il 27 ottobre scorso.
 
Già Custode di Terra Santa, nel 2001 viene inviato in Siria dove, l’anno dopo, diventa amministratore apostolico di Aleppo. È in questa sede che monsignore vede la guerra arrivare, graffiare la sua città nel profondo, investirla con il suo carico di morte e di orrore. 

Figura scomoda monsignore, lui, come altri uomini della Chiesa siriana, raccontava quel conflitto all’opposto della narrativa imperante: non una guerra civile tra il tiranno al potere e dei valorosi combattenti per la libertà, ma qualcosa di molto più sporco: un conflitto nel quale a feroci mercenari era stato dato il compito di abbattere un governo inviso a qualche Paese straniero, usando il terrore come arma di distruzione di massa. Il tempo gli ha dato ragione, oggi che la barbarie dell’Isis e degli altri tagliagole jihadisti è evidente a (quasi) tutti.   Ma la sua sincerità lo aveva reso scomodo e aveva iniziato a essere osteggiato (non solo a livello laico).

Dal momento che raccontava l’orrore sparso a piene mani dai cosiddetti “ribelli”, veniva bollato come persona «di parte», come ricordano oggi le suore di Azeir, cioè vicino ad Assad. Inaffidabile quindi. Un modo come un altro per mettere a tacere una voce discorde.

Continua a leggere su Piccole Note (anche intervista all'interno)

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica di Giuseppe Giannini L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti