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A. Negri: "Invece che con l'Egitto l'Italia rompa le relazioni con il bieco New York Times"

A. Negri: Invece che con l'Egitto l'Italia rompa le relazioni con il bieco New York Times
 

"Il New York Times afferma, secondo testimonianze raccolte sul posto, che Giulio Regeni è stato accoppato dalla polizia egiziana. Ma la colpa non è degli uomini del presidente-generale Al Sisi. Finalmente abbiamo trovato i veri mandanti: sono gli stessi giornalisti americani che vogliono far saltare gli ottimi rapporti economici tra Roma e il Cairo, oltre che la proficua collaborazione in Libia. A quando, finalmente, la rottura delle relazioni diplomatiche con il bieco New York Times?"

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Notizie che fanno piangere le mamme e ridere gli amici (Giovanni Ceruti. op. cit.)
 
di Alberto Negri*
 
Turchia e Arabia Saudita annunciano operazioni aeree e di terra contro l’Isis ma la prima cosa che fa Ankara è bombardare i curdi siriani, teoricamente alleati oltre che di Mosca e di Assad anche degli Usa. Gli Stati Uniti si lamentano con Mosca perché bombarda anche l’opposizione legittima ad Assad. Noi ci dovremmo lamentare con gli Stati Uniti perché hanno provocato questo disastro mediorientale. E come Nato dovremmo adesso schierarci con Erdogan e i sauditi fautori dell’islam wahabita e sponsor da decenni dei jihadisti? Questi la guerra ai combattenti dell’Isis non l’hanno mai fatta, casomai li hanno favoriti e appoggiati ideologicamente. Ma non listate a lutto le bandiere e altre fesserie del tipo “Je Suis..” se arrivano nuovi attentati in Europa.
 
I genieri americani lanciano ancora l’allarme _ sarà la terza volta in tre mesi _ che la diga di Mosul sta per crollare: l’appalto è stato assegnato all’italiana Trevi che dovrebbe essere sorvegliata sul posto da
450 militari. Visto che gli Usa sanno tutto della diga ed è così urgente intervenire perché non ci mandano i loro soldati già presenti in Iraq? Qual è il vantaggio di partecipare a questa operazione? La Libia o altro? Non risulta che da queste missioni sia mai venuto niente di buono per il nostro Paese. E inoltre ogni volta che c’è una vittima tra i militari in missione comincia la solita insopportabile litanìa: perché ci siamo andati?
 
Il New York Times afferma, secondo testimonianze raccolte sul posto, che Giulio Regeni è stato accoppato dalla polizia egiziana. Ma la colpa non è degli uomini del presidente-generale Al Sisi. Finalmente abbiamo trovato i veri mandanti: sono gli stessi giornalisti americani che vogliono far saltare gli ottimi rapporti economici tra Roma e il Cairo, oltre che la proficua collaborazione in Libia. A quando, finalmente, la rottura delle relazioni diplomatiche con il bieco New York Times?
 
*Post Facebook pubblicato su gentile concessione dell'autore
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