Obama in America Latina, con una mano "apre" a Cuba con l'altra finanzia il golpe morbido in Brasile

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Obama in America Latina, con una mano "apre" a Cuba con l'altra finanzia il golpe morbido in Brasile

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di Alessandro Bianchi
 
All'Avana oggi (lunedì 21 marzo) il presidente degli Stati Uniti Barack Obama incontrerà da pari a pari il presidente cubano, Raul Castro. Per leggere la "storicità" dell'incontro di cui parlano tutti i giornali bisogna riflettere su questo concetto "tra pari": tutte le menzogne e i castelli di carte crollano nel momento in cui il leader del regime nord-americano si siede al tavolo per un incontro bilaterale con il fratello di colui che è stato descritto per anni come un "terrorista".

Prima dell'arrivo del presidente degli Stati Uniti è stata molto significativa la presenza a Cuba - e proprio per questo non sottolineata dalla stampa italiana - accolto, a differenza di Obama, da tutti gli onori militari del caso, del presidente del Venezuela, Nicolas Maduro. Il tutto a suggellare l'unione dei paesi dell'ALBA bolivariana in un momento in cui le forze reazionarie della destra neo-liberista hanno lanciato un'offensiva a 360 gradi contro l'America Latina. 
Quello che manca nei giornali di oggi che celebrano la “storicità” della visita di Obama a Cuba -  che resta, ribadiamo, perché un presidente del regime nord-americano dopo decenni di crimini indicibili attraverso il bloqueo si arrende a sedersi da pari con il fratello del "terrorista" - è il riferimento alla destabilizzazione in corso in Brasile, la potenza regionale, al centro di un percorso di integrazione alternativo al Washington Consensus con i BRICS.
 
Quindi, da un lato Obama apre a Cuba, come titolano tutti i giornali, ma dall'altro, nel silenzio generale di chi tira la volata al golpe morbido contro Rousseff e Lula, predispone la destabilizzazione del Brasile. Scrive su Global Research C. Osborne come il Movimento Brasile Libero, alla guida delle manifestazioni contro il governo, è stato fondato dagli “Estudantes Pela Liberdade”, movimento, che sul modello del Tea Party Usa, chiede la riduzione della spesa pubblica, privatizzazione delle imprese statali e riduzione della regolamentazione. In un Brasile con assistenza sanitaria universale e molte aziende di proprietà del governo, negli ultimi decenni i think tank pro-mercato ed anti-regolazione sono cresciuti molto, in particolare la Rete Atlas. Ebbene, sottolinea l'analista, non è strano vedere come Rete Atlas e Studenti per la Libertà abbiano la loro base negli Stati Uniti ed hanno ricevuto decine di migliaia di dollari di finanziamenti negli ultimi cinque anni, provenienti da fondazioni statunitensi come John Templeton Foundation e Charles Koch Foundation, gruppo miliardario noto per il supporto alle cause di estrema destra.
 
Questi i dettagli sulla John Templeton Foundation pubblicati su Global Research:

 
 
Dopo Cuba, Obama, non a caso, volerà in Argentina a complimentarsi con il neo-presidente e nuovo fedele servitore del regime neo-liberista Macri.

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