Arriva la politica negativa dei tassi d'interesse: l'Europa vira nel "twilight" monetario. Zero Hedge

"In un sistema non funzionante, ogni ulteriore intervento della Bce determina solo ulteriore instabilità"

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Arriva la politica negativa dei tassi d'interesse: l'Europa vira nel "twilight" monetario. Zero Hedge

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La decisione di ieri della Bce di abbassare ad un livello negativo i tassi sul deposito è scioccante, ma non sorprendente. Zero Hedge, ad esempio, lo aveva previsto due anni fa in "Europe's "Monetary Twilight Zone" Neutron Bomb: NIRP", quando il blog americano prevedeva come la Bce stesse contemplando qualcosa di più drastico del cosiddetto ZIRP: punire i correntisti per il privilegio di risparmiare dei soldi. E da ieri si è ufficialmente entrati nel NIRP, Negative Interest Rate Policy – la politica negativa dei tassi d'interesse.
 
La prima banca centrale al mondo a compiere un passaggio del genere era stata la Riksbank nel luglio del 2009, ma c'è una differenza con il caso svedese: ai 747 miliardi di euro in depositi parcheggiati alla Bce, l'istituto di Draghi sta attualmente pagando lo 0,25 nel suo biancio, una decisione che porta le banche, in particolare quelle del nord Europa, a mantenere i loro soldi parcheggiati a Francoforte. Una volta che dovranno pagare per mantenere quei soldi, è certo che circa un trilione di dollari in depositi, attualmente in formato elettronico, verranno investiti nei mercati. Quello che accadrà poi è ignoto: la Bce spera che la fuga possa essere contenuta. La realtà sarà molto diversa e una cosa solo è certa, sottolinea Zero Hedge, vale a dire che gonfiare il debito è l'unica via d'uscita per lo status quo. La sola domanda è su che formato prenderà. 
 
“Non aiuterà la prospettiva di un mercato monetario funzionante, perché le banche non saranno compensate per il rischio che stanno prendendo", afferma Orlando Green di Credit Agricole Corporate & Investment Bank intervistato da Bloomberg. "Avrebbe avuto più senso abbassare il tasso di benchmark, riducendo così i tassi che le banche devono alla Bce e mantenere quelli sui depositi invariati", ha concluso. La Bce ha prestato oltre un trilione di euro alle banche in prestiti triennali, con l'interesse determinato dalla media del tasso di benchmark su quel periodo. Societe Generale SA stima che tagliare quel tasso di 50 punti base farebbe risparmiare alle banche 5 miliardi di euro all'anno.
 
Sfortunatamente, conclude Zero Hedge, dato che tutte queste decisioni della Bce avvengono all'interno di un sistema non funzionante, con il cosiddetto LTRO che fornisce solo una breve tregua per banche in fallimento come il Monte Paschi di Siena, ogni ulteriore intervento della Bce determina solo un'ulteriore instabilità. 
 
Altre istituzioni hanno, del resto, scelto deliberatamente di non percorrere questa strada dei tassi negativi sui depositi. La Fed ha iniziato a pagare interessi sui depositi per aiutare a tenere i fondi federali vicino i suoi obiettivi nell'ottobre del 2008 e ha rimborsato con lo 0,25% le riserve richieste dal dicembre di quell'anno. La Banca del Giappone ha introdotto il cosiddetto Complementary Deposit Facility nell'ottobre del 2008 per fornire alle istituzioni finanziarie la liquidità per stabilizzare il mercato e ha mantenuto gli interessi per i fondi allo 0,1% da allora. 
 
Nel cercare di aiutare le banche, la BCE le danneggerà ulteriormente. Del resto, lo stesso membro del board della Bce, Benoit Coeure aveva dichiarato che i tassi d'interesse vicino allo zero o inferiori "possono determinare una contrazione del credito. Questo perché le banche, cercando di preservare i loro depositi base pagando ai clienti un tasso ragionevole, potrebbero ridurre il prestito alle imprese e a chi chiede un mutuo. Questo perché il ritorno è troppo basso".  

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