Il governo sciita iracheno sfida gli Usa e accusa l'Arabia Saudita di 'genocidio'

I miliziani dell'ISIS sarebbero stati addestrati dagli Usa in Giordania

3757
Il governo sciita iracheno sfida gli Usa e accusa l'Arabia Saudita di 'genocidio'

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
Poco dopo la decisione statunitense di inviare in Iraq qualche centinaio di "forze speciali”, contrariamente a quello che Obama aveva dichiarato in precedenza, Washington ha condizionato il sostegno americano nel combattere l’avanzata delle forze dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante al coinvolgimento dei politici sunniti nel governo del primo ministro sciita Nuri al-Maliki.
 
Il governo sciita iracheno ha invece sfidato gli appelli occidentali di porre fine alla marginalizzazione politica dei sunniti per disinnescare la rivolta nel nord del paese, boicottando il principale blocco politico sunnita dell'Iraq, annunciando un giro di vite sui politici e funzionari che considera "traditori" e accusando l’Arabia Saudita - principale potenza sunnita nel Golfo, che finanzia i militanti sunniti nella vicina Siria, ma che  nega di essere dietro ISIL - di "genocidio".
 
In un comunicato il governo iracheno “ritiene Riyadh responsabile di sostenere finanziariamente e moralmente questi gruppi e quindi anche delle loro azioni che comprendono reati che possono qualificarsi come genocidio: lo spargimento di sangue iracheno, la distruzione delle istituzioni statali irachene e di siti storici e religiosi". 
 
Come osserva Reuters, Maliki ha già accusato l'Arabia Saudita di sostenere i militanti in passato, ma il linguaggio usato in quest’ultima occasioni era senza precedenti.
 
Alcuni funzionari giordani avrebbero confermato la tesi irachena al' 'WorldNet Quotidiano', sostenendo che i miliziani di ISIL che ora minacciano di scatenare una nuova guerra in Iraq sarebbero stati armati dall’Arabia Saudita e addestrati da istruttori americani in una base segreta in Giordania per aiutare i ribelli in Siria che si battono contro Bashar Assad.
 
Dalla fine del 2012 molti media mondiali hanno riferito del presunto addestramento di ribelli siriani in Giordania  da specialisti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito e Francia, ma i funzionari Usa hanno ripetutamente negato, In particolare, nel marzo 2013, la rivista tedesca Spiegel 'ha riferito dell’addestramento di circa 1.200 combattenti dell'Esercito siriano libero, ma il giornale non è riuscito a confermare se la formazione sia stata condotta dal società private militari o dall’Esercito americano.

Il resto della storia è in gran parte noto: l'Iraq sta lentamente sprofondando nella violenza settaria che sta esponendo fratture secolari. 
 
Come riassume Reuters, "i combattenti ISIL che mirano a costruire un califfato basato sui precetti medievali sunniti su tutto il confine iracheno-siriano hanno lanciato la loro rivolta occupando la principali città del nord, Mosul, la scorsa settimana e avanzando verso Baghdad. I combattenti, che considerano tutti gli sciiti degli eretici, sono orgogliosi della loro brutalità e hanno dato prova del massacro di centinaia di soldati che si sono arresi. 
 
La maggior parte dei sunniti iracheni è contraria a tale violenza, ma la rivolta guidata da ISIL è stata comunque affiancata da altre fazioni sunnite, tra cui ex membri del partito Baath del dittatore deposto Saddam Hussein e figure tribali, che condividono l’ostilità contro le politiche settarie del governo di Maliki.
 
Paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, hanno sollecitato Maliki a coinvolgere i sunniti per ricostruire l'unità nazionale come unico modo per impedire la disintegrazione dell'Iraq.
 
"C'è un rischio reale di ulteriori violenze settarie su larga scala, in Iraq e oltre i suoi confini", ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. 
 
Ma Maliki, che ha vinto le elezioni due mesi fa, sembra invece affidarsi più che mai sulla propria setta, che costituisce la maggioranza in Iraq.”
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti