Putin: le rivoluzioni colorate siano per noi un avvertimento affinché mai accadano in Russia

"L'estremismo è uno strumento per la ridistribuzione delle sfere di influenza"

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Putin: le rivoluzioni colorate siano per noi un avvertimento affinché mai accadano in Russia

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Dobbiamo imparare la lezione delle rivoluzioni colorate in altri paesi per non ripeterle. Questo il succo dell'intervento del presidente russo, Vladimir Putin, durante il suo discorso al Consiglio di Sicurezza russo.
 
"Nel mondo attuale l’estremismo si utilizza come uno strumento geopolitico e di ridistribuzione delle sfere di influenza. Abbiamo visto le tragiche conseguenze che hanno portato l'ondata delle cosiddette 'rivoluzioni colorate', le turbolenze che ora stanno vivendo questi paesi dove si sono realizzati esperimenti irresponsabili di una latente ingerenza esterna nelle loro vite", ha affermato il capo dello Stato russo.
 
Secondo il presidente, "per noi è una lezione e un avvertimento. Abbiamo l'obbligo di fare tutto il necessario perché questo non accada mai in Russia", ha detto Putin.
 
Il presidente ha anche sottolineato che l'ideologia dell'estremismo sta prendendo piede nel mondo virtuale, e quindi la strategia contro l'estremismo deve essere un punto fondamentale sulla base del quale dovrebbero funzionare tutti i settori dello Stato.
  
A suo avviso, "uno dei compiti più importanti è quello di creare un rafforzamento dell'immunità dei civili dalla diffusione di idee radicali ed estremiste".

Intanto il procuratore fiscale della Crimea, Natalja Poklonskaja, ha dichiarato che la forza morale del popolo russo è un'arma che manca alle altri potenze mondiali: "Tutti sanno che l'unica arma che nessun altro paese al mondo ha, non si può vendere, acquistare, consegnare o fornire, è la forza d’animo del nostro popolo russo".

Queste notizie giungono da Mosca nel momento in cui Bruxelles sta facendo pressioni sulla Serbia imponendo, come condizione per la sua adesione alla UE, di adottare il programma di sanzioni contro la Russia.
Alexandr Pushkov, capo della commissione affari internazionali della Duma di Stato, ha definito un “ricatto” questo tentativo da parte dell'UE.
 
 

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