"Deserto rosso". Che faranno i militari italiani in Niger?

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"Deserto rosso". Che faranno i militari italiani in Niger?

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di Alessandro Avvisato*


Mai fidarsi dei militari e dei governi? Mai! Il 18 maggio scorso così scriveva il Ministero della Difesa: “Il Ministero della Difesa smentisce le notizie relative all’invio di militari italiani in Niger. Si sottolinea che non vi è nessuna ipotesi operativa al riguardo. La simulazione e pianificazione di tali azioni rientra nella normale attività addestrativa degli Stati Maggiori e riguarda le principali aree di crisi”. Con questa nota il Ministero della Difesa aveva inteso smentire le notizie diffuse – anche allora dal quotidiano La Repubblica – sulla messa a punto dell’Operazione militare italiana “Deserto Rosso”, tesa a contrastare i flussi di immigrati che dal Niger raggiungono la Libia.


Ma solo cinque mesi dopo, il 27 settembre, Italia e Niger hanno firmato a Roma un accordo di cooperazione nell’ambito della Difesa, accordo siglato dai ministri Roberta Pinotti e Kalla Moutari. Ne aveva dato succintamente notizia il ministero della Difesa, senza rivelare però i dettagli circa i contenuti dell’accordo che rientra nella strategia italiana di cooperazione militari con i Paesi africani interessati dai flussi di immigrati diretti in Libia e poi in Italia. Ne davamo conto sul nostro giornale ai primi di ottobre. “In Niger lo sanno tutti che l’Italia è pronta ad avviare delle operazioni – riferiva al Fatto un funzionario nigerino – Nella base americana di Agadez di ufficiali italiani se ne vedono spesso.”


Adesso si scopre che nelle prossime settimane una missione militare italiana sarà inviata in Niger. Ufficialmente ha lo scopo di combattere il traffico di migranti diretto in Libia e di addestrare l’esercito nigerino. La missione, è stata ufficialmente annunciata due giorni fa dal presidente del Consiglio Gentiloni al termine del G5 Sahel, un incontro che si è tenuto a Parigi tra i capi di stato e di governo di Francia, Germania, Italia con quelli dei cinque paesi del Sahel: Burkina Faso, Chad, Mali, Mauritania e Niger. A renderlo noto è stata anche questa volta La Repubblica ma il Ministero della Difesa non ha potuto smentire, anzi ha notificato che la notizia è vera.


In questa nuova operazione militare all’estero saranno inviati 470 militari e 150 veicoli. La missione sarà autorizzata da un decreto legge che è già stato inviato al presidente della Repubblica e che dovrebbe essere convertito in legge dal Parlamento nei prossimi giorni. Il contingente italiano dovrebbe partire o a fine anno o all’inizio del prossimo per sostituire il contingente militare francese nella località di Madama, un vecchio fortino della Legione Straniera a poca distanza dalla frontiera libica.


Sarà interessante vedere come su questa operazione dal sapore spudoratamente coloniale voteranno i deputati in Parlamento, e trarre tutte le dovute conclusioni il prossimo 4 marzo.


*Articolo esce in contemporanea su Contropiano

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