/ Intervista al legale di Khaled el Hamedi, il cittadino libico che...

Intervista al legale di Khaled el Hamedi, il cittadino libico che vuole portare la NATO in giudizio per i suoi crimini

Intervista al legale di Khaled el Hamedi, il cittadino libico che vuole portare la NATO in giudizio per i suoi crimini
 

L’associazione Vittime della Nato in Libia in lotta contro l’impunità dei potenti e l'indecente immunità di cui gode l'Alleanza Atlantica

Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it


Dalla guerra in Iraq nel 1991 a oggi, nessun tribunale internazionale ha mai processato e giudicato i vincitori delle guerre di aggressione condotte dall’Occidente e dagli alleati del Golfo.  E dire che la guerra di aggressione è bandita in modo assoluto dalla carta delle nazioni unite ed è considerata il «crimine internazionale supremo» sin dall’epoca del tribunale di Norimberga (che però giudicò solo i vinti).
 



Alcune volte gli Stati presi di mira hanno provato a reagire ricorrendo a istanze internazionali (si pensi alla Jugoslavia durante i bombardamenti Nato del 1999); altre volte erano i cittadini danneggiati a provare le strade dei tribunali internazionali, sul lato penale e civile. Il primo non ha mai sortito effetti; per il secondo, alle vittime civili - «effetti collaterali» - afghane, irachene, pakistane sono stati elargiti risibili risarcimenti a cura dei responsabili, si vedano gli Usa con gli abitanti dei villaggi sterminati dai droni. Troppo poco, decisamente.
 

Si sta muovendo con coraggio contro l’impunità  Khaled el Hamedi, cittadino libico,  fondatore dell’associazione Vittime della Nato. Un bombardamento dell’operazione Unified Protector sterminò la sua famiglia il 20 giugno 2011 a Sorman. Dalle macerie furono estratti i corpi maciullati della moglie Safae Ahmed Azawi, incinta, dei suoi due figli piccoli Khaled e Alkhweldi, della nipote Salam, della zia Najia, del cugino Mohamed; uccisi anche i bambini dei suoi vicini di casa e due lavoratori. Abbiamo rivolto alcune domande al legale di Khaled, Jan Fermon, che sta preparando una conferenza stampa a Bruxelles, il 29 gennaio





 
Avvocato Fermon, il 23 novembre 2017 la Corte d’appello di Bruxelles (Belgio, sede del Patto atlantico) ha risposto negativamente al ricorso del suo assistito Khaled el Hamidi; l’immunità della Nato è stata confermata…

E’ stata persa l’occasione di un passo avanti storico nell’applicazione della legislazione internazionale sui diritti umani e del diritto internazionale umanitario. Una grande ingiustizia verso tante vittime. Khaled el Hamidi (che ora vive in esilio, ndr) è intenzionato ad andare avanti finché l’impunità non avrà fine. Il fatto che la sede della Nato sia qui, ha aperto la strada alla possibilità di un processo civile.
 

Come mai la Nato gode dell’immunità, e dunque dell’impunità?

La Nato è un organismo interstatale e multilaterale; con il trattato di Ottawa del 1951, i paesi fondatori decisero per l’immunità dalla giurisdizione cioè l’impossibilità di processare (cosa diversa dall’immunità di esecuzione cioè l’impossibilità di applicare la punizione). E’ grave, trattandosi di un’organizzazione che può dunque impunemente decidere della vita e della morte delle persone in giro per il mondo. Non è certo un incentivo, per la Nato e per altri, a rispettare il diritto internazionale…Può sfociare nell’impunità per crimini di guerra.
 

Paradossale. Non ci sono limiti a questa immunità?

Sì, ci sarebbero, e questa è la base della nostra azione legale. Infatti l’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti umani e altri strumenti internazionali prevedono che ogni cittadino abbia il diritto di accedere a un tribunale. E, per la Convenzione di Vienna, gli Stati devono rispettare i trattati che hanno firmato. Il diritto di accesso, tuttavia, non è assoluto e può subire limitazioni, appunto di fronte all’immunità delle organizzazioni internazionali, che hanno fini da perseguire. Ma c’è una giurisprudenza, anche da parte della Corte di cassazione belga, secondo la quale la limitazione nell’accesso ai giudici non è accettabile quando l’organizzazione internazionale che dovrebbe essere messa in stato di accusa non ha una sorta di tribunale interno accessibile da parte dei cittadini che hanno subito danni dal suo operato. La Nato è priva di questo meccanismo rispetto alle sue azioni in Libia.
 

E dunque?

Intanto: la Nato ha rifiutato di comparire in giudizio (loro sostengono di limitarsi a coordinare le azioni belliche degli Stati membri, lo Stato belga l’ha rappresentata (dopotutto se si tratta di risarcire danni, spetterà poi agli Stati membri). Un primo scoglio era che Khaled non potesse invocare l’articolo 6 e dunque il diritto di accesso a un giudice perché non è cittadino europeo e il danno era avvenuto fuori dall’Europa. Ma in due sentenze, la Corte europea dei diritti umani aveva stabilito che si potesse invocare l’articolo 6 perché il paese dove la causa era cominciata lo permetteva. Nel nostro caso, però, la Corte d’appello ha deciso così: «Avete il diritto di accedere alla Corte, ma la limitazione al vostro diritto, dovuta all’immunità della Nato, rimane accettabile, proporzionata, visti gli obiettivi che l’organizzazione internazionale deve realizzare.» La Corte d’appello si è riferita a una Corte olandese che aveva sancito l’immunità per i caschi blu olandesi dell’Onu, nella vicenda di Srebrenica.
 

Ma l’Onu e la Nato, lei dice, non possono essere messe sullo stesso piano.

La prima è un’organizzazione che almeno in linea di principio non è di parte e riconosce la sovranità e l’eguaglianza di tutte le nazioni; ha per obiettivo l’applicazione del proprio Statuto, che è la base del diritto pubblico internazionale contemporaneo. Inoltre l’Onu dovrebbe avere il monopolio dell’uso della forza, oltretutto solo con il fine di ristabilire la pace. La Nato è praticamente illegale rispetto alla Carta dell’Onu che parla di organizzazioni regionali ma non di patti militari; è un club militare di un gruppo limitato di paesi e ha come obiettivo l’uso della forza.
 

Non potevate impugnare l’illegalità della guerra della Nato, che andò ben oltre il mandato della risoluzione del Consiglio di sicurezza 1973, operando un regime change e violando addirittura il mandato relativo alla protezione dei civili?
 
Dal punto di vista politico, è verissimo. La 1973 fu strumentalizzata. Però, questo genere di argomento renderebbe ancora più difficile le cose per un giudice belga. Ho preferito non usare l’argomento della legalità dei quella guerra perché nel caso della famiglia el Hamedi non ce n’era bisogno: prendere di mira un’abitazione civile è un crimine di guerra. La Commissione d’inchiesta dell’Onu sulla Libia al tempo si disse insoddisfatta delle spiegazioni della Nato circa l’episodio…a volte hanno tirato in ballo un errore da parte degli informatori sul campo, altre volte hanno affermato che la casa era una centrale di comando, tutto evidentemente falso.
 

Quali le vostre prossime mosse? Provare in altri paesi?

Dobbiamo valutare se continuare in Belgio; la Corte di cassazione non può cambiare la decisione nel merito. Altri paesi? Si potrebbe solo conoscendo la nazionalità dell’aereo che ha colpito quel giorno. Il paese è corresponsabile delle azioni. Ma è impossibile saperlo, vista l’omertà in casa Nato.  Pensiamo anche alla Corte europea per i diritti umani.
 

E il Tribunale penale internazionale (Tpi) visto che si tratta di un crimine di guerra?

Quanto al Tpi, la risoluzione 1970 sulla Libia in effetti lo tirava in ballo …dal punto di vista letterale gli venivano affidati tutti i crimini compiuti in Libia; ma è molto chiaro che ci si riferiva solo a Gheddafi e alla sua ristretta cerchia. Inoltre per le vittime, far ricorso a quel tribunale, significa avere pochissimi diritti; il procuratore spesso non avvia nemmeno l’inchiesta; lo sanno tutti. Ci sono pressioni fortissime.
 

Ha assistito altre vittime delle guerre occidentali?

Ci ho provato nel 2003 durante l’occupazione dell’Iraq. Il Belgio aveva la giurisdizione universale (cioè estesa ad atti compiuti fuori dei propri confini) rispetto ai crimini di guerra. Difendevo un gruppo di cittadini iracheni contro il generale Tommy Franks e altri militari. Beh, furono impressionanti le minacce. Il Segretario Usa alla difesa Donald Rumsfeld chiese al Belgio di non accettare la mia denuncia; il paese fu minacciato di boicottaggio, di ritiro degli uffici della Nato (100mila posti di lavoro); e siccome il ministro degli esteri si era rivelato un po’ indipendente, fu imposto di estrometterlo dal governo successivo. Del resto, come non ricordare il cosiddetto «Hague Invasion Act» del 2002? Una legge che autorizza l’uso della forza per liberare i cittadini statunitensi o di un paese alleato che fossero detenuti dal Tribunale penale, con sede all’Aia. Ecco, dopo il 2003 è stata minacciata una sorta di «Brussels Invasion Act».

 
Khaled el Hamedi, che ora vive rifugiato all’estero, ha creato l’associazione Vittime della guerra della Nato in Libia. Quali gli obiettivi?

Vuole aprire una possibilità per gli altri; unire le forze. Intanto per stabilire la verità. Sarà anche utili aiutarli a raccogliere elementi di prova sull’operato della Nato. E la pressione giudiziaria, è anche quella che viene dalle vittime…
 

Ma l’impunità delle potenze egemoni, è proprio invincibile?

La lotta contro l’impunità, anche in un mondo multipolare, è prima di tutto una lotta di popolo. E’ più politica che giuridica, anche se poi va tradotta in principi giuridici che superino, appunto, l’impunità. E’ un po’ lo stesso nella giustizia nazionale, che non è neutra rispetto al censo, come sappiamo. Comunque sono i popoli a doversi battere per imporre una giustizia imparziale e seria.
 
 
Marinella Correggia
 
Le foto sono tratte da questo sito:
Qui un video di RT su familiari di vittime dei bombardamenti in Siria che reclamano giustizia
Questo articolo viene pubblicato in contemporanea con Sibialiria
 
 
Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it
Notizia del:
comments powered by Disqus
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
Notizia del:

La nuova dottrina nucleare USA... i Paesi della NATO si adeguano, a spese nostre.

  di Fabrizio Poggi   La Russia ha in programma la creazione su larga scala di una riserva militare attiva, composta da militari a riposo che concluderanno un contratto col Ministero...
Notizia del:

Manlio Dinucci - A chi sono utili "le inutili guerre"

  di Manlio Dinucci* - il manifesto, 13 febbraio 2018    La canzone meritoriamente vincitrice del Festival di Sanremo è accompagnata da un videoclip che mostra drammatiche...
Notizia del:

"Dibattere di Unione Europea e euro, ma non di NATO, significa truffare gli elettori"

Manlio Dinucci: "Questo è lo scenario in cui si inserisce la sempre più pericolosa escalation Usa/Nato in Europa contro la Russia, presentata come il nemico che ci minaccia da Est."

di Manlio Dinucci* - il manifesto, 30 gennaio 2018 Il presidente Trump è sbarcato dall’elicottero...
Notizia del:     Fonte: KUNA

Tillerson: Assad non avrà alcun ruolo nel futuro della Siria

Il Segretario di Stato USA, Rex Tillerson, ha nuovamente ribadito che il presidente siriano Bashar al-Assad non avrà alcun ruolo nel futuro della Siria

"La crisi siriana deve essere risolta attraverso una soluzione politica in conformità con la risoluzione...
Notizia del:     Fonte: KUNA

La Turchia creerà 12 posti di blocco nel territorio siriano in seguito agli accordi con Russia e Iran

Il ministro Canikli ha annunciato che la Turchia riceverà nel 2019 il sistema missilistico S-400 acquistato dai russi

Il ministro della Difesa turco Nurettin Canikli ha dichiarato che solo tre posti di blocco sono stati stabiliti...
Notizia del:

L'assedio (fallito) contro il Venezuela: pressione militare e guerra economica

L'assedio militare, politico, economico e mediatico che si costruisce quotidianamente contro il processo di cambiamento in Venezuela, ha come obiettivo immediato la costruzione dell'idea che il Venezuela sia isolato

di Silvina M. Romano, Arantxa Tirado e Aníbal García Fernández - CELAG   Negli...
Notizia del:

Dalla Nunziatella spirano venti di guerra su Napoli

Dalle notizie che trapelano dall’accordo di Bruxelles sembra che nello specifico l’hub formativo di Napoli si specializzerà sugli attacchi a distanza ovvero la guerra coi droni. Wargames

da Contropiano   Venti di guerra spirano su Napoli. Nessun attacco in vista ma la conferma che l’accademia...
Notizia del:

Il consigliere capo di Erdogan dice che la Turchia potrebbe lasciare la NATO

Le tensioni tra il blocco militare e la Turchia sono aumentate la settimana scorsa quando durante un'esercitazione dell'alleanza la Turchia è stata dipinta come nemico

  Nervi tesi tra la NATO e uno dei suoi componenti più importanti come la Turchia. Nazione che possiede...
Notizia del:

Roma, migliaia di lavoratori contro Euro, Ue e Nato. I media di regime censurano

La resistenza di chi non si piega ai diktat di Bruxelles e le politiche guerrafondaie della NATO

  Quest’oggi è scesa in piazza a Roma l’opposizione al regime neoliberista. Un’opposizione...
Notizia del:

“Operazione Verità”. Per il cambiamento, serve combattere il vero nemico. E per farlo serve la verità.

"L’operazione verità risultante dallo sciopero generale del 10 e dalla manifestazione dell’11 novembre, indica oggi l’unico vero percorso possibile: un fronte politico e sociale di forze ben coordinate tra loro che perseguono la rottura del quadro esistente, si organizzano per farla crescere nel blocco sociale che condivide interessi materiali ed etici, si misurano con le soluzioni a breve, medio e lungo periodo per concretizzarla."

di Sergio Cararo* Se anche il direttore de La Repubblica comincia a parlare di “falò...
Le più recenti da L'intervista
Notizia del:

Intervista a Lucio Manisco, una vita in trincea contro la disinformazione. "Voterò Potere al Popolo"

“… e da New York imperversa contro Washington un grandioso Lucio Manisco”. È una frase trovata su un giornale che descrive gli anni eroici del TG3, quando l’informazione...
Notizia del:

Intervista ad Alberto Negri. "Sono altri (e li conosciamo) che fomentano il terrorismo. L'Iran combatte l'Isis, è necessario collaborare con questo paese"

a cura di Mostafa El Ayoubi - Confronti    Quali sono i motivi socio-economici e politici che hanno scatenato le manifestazioni di fine dicembre/inizio gennaio in Iran? È...
Notizia del:

INTERVISTA AL MAGISTRATO UMBERTO APICE, SCRITTORE, E PIONIERE NELLA RICERCA DELLA VERITÀ SU PASOLINI

  INTERVISTA AL MAGISTRATO UMBERTO APICE, SCRITTORE, E PIONIERE NELLA RICERCA DELLA VERITÀ SU PASOLINI   - Articolo di Michele Metta -   Ho conosciuto il dottor Apice...
Notizia del:

Prof. Vasapollo: "Dal Pd, passando per LeU, arrivando a Negri. Azzeriamo questa sinistra serva dell'imperialismo dell'Unione Europea"

Luciano Vasapollo, direttore del Cestes e docente della Sapienza all'AntiDiplomatico: "La sinistra di governo, come vediamo anche in Tsipras, ha fatto le stesse politiche delle destre. La sinistra cosiddetta radicale alla Negri ha solo servito i grandi potentati, trasformandosi negli utili idioti dell’imperialismo dell’Unione Europea, eliminando l’idea del conflitto in tutte le sue forme. Basta. Bisogna ripartire da zero.

di Alessandro Bianchi Professore partiamo da questa dichiarazione di Toni Negri a Vanity Fair: «Auspico...
Notizia del:

"Anche i massoni contro Maduro". Intervista all'ex guerrigliero Fernando Soto Rojas

Una lunga storia quella di Soto Rojas... "Sì, oltre 65 anni di lotta guerrigliera, clandestina o aperta, qui in Venezuela e con la rivoluzione cubana e con i palestinesi."

di Geraldina Colotti* Contro il Venezuela e il suo presidente, Nicolas Maduro, si esercitano tutti i governi...
Notizia del:

Alla scoperta del "Collettivo" che cerca la verità sul caso Moro. Emergono nuovi importanti elementi prima sfuggiti

Intervista a Franco Martines, membro del "Collettivo Sedicimarzo", che da alcuni anni indaga sul rapimento e uccisione di Aldo Moro. Le loro ricerche sono tutte pubblicate su un sito internet

   di Michele Metta    Ho avuto modo di conoscere una realtà che mi ha colpito...
Notizia del:

Luciano Vasapollo: "Basta dire che è tutta colpa del 'mostro' Trump. L'Unione Europea è anche peggio"

Intervista de l'AntiDiplomatico al Prof. Vasapollo su Lula, Venezuela e la sfida della nuova lista Potere al Popolo. "E’ giunto il momento di riprendere in mano il nostro destino anche in Europa."

di Alessandro Bianchi  Dopo le sanzioni contro il Venezuela dell'Unione Europea che hanno penalizzato...
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa