/ Intervista al Prof. Genovese: "La percezione della Cina in Italia...

Intervista al Prof. Genovese: "La percezione della Cina in Italia soffre di preconcetti imperialisti che hanno contaminato anche la sinistra"

Intervista al Prof. Genovese: La percezione della Cina in Italia soffre di preconcetti imperialisti che hanno contaminato anche la sinistra
 
Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it


di Danilo Della Valle


A fine settembre si è svolta a Napoli la conferenza internazionale sugli studi energetici (BIWAES
1), una tre giorni organizzata dall'Università Parthenope di Napoli; esperti del settore si sono dati appuntamento per confrontatrsi sulle prospettive. Tra gli interventi più interessanti sicuramente quello di Andrea Genovese, professore associato presso la Managment School dell'Università di Sheffield, in Gran Bretagna. Nel suo intervento, Genovese si è concentrato sull'Economia Circolare, un sistema economico che fa riferimento ad una concezione alternativa al classico modello di produzione e consumo (basato sullo sfruttamento intensivo delle risorse naturali) cui siamo abituati.
 

Durante la presentazione, Genovese ha anche toccato anche l'argomento Cina, addirittura additando la Repubblica Popolare come come esempio da seguire nell’implementazione di pratiche di Economia Circolare, discutendo di come il governo di Pechino abbia fatto un deciso passo verso questo tipo di modello. Affermazioni che hanno lasciato di stucco parecchi dei presenti in sala, studiosi compresi, abituati ad immaginare la Cina come un grande produttore di inquinamento, contraffazione e sfruttamento.


L'intervento ha posto l'accento anche sulla recente costituzione della Nuova Banca di Sviluppo (una iniziativa dei paesi BRICS) e di come questa possa rappresentare un volano (alternativo ai classici strumenti di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale) per progetti che riguardino la sostenibilità ambientale e le energie rinnovabili. Proprio per questo abbiamo voluto incontrare Andrea Genovese per porgli alcuni quesiti in merito all’Economia Circolare (modello ancora poco discusso e poco conosciuto dai più) e, di riflesso, alla “questione cinese”.


 

Durante il tuo intervento hai descritto il paradigma dell’Economia Circolare. Puoi spiegarci di cosa si tratta?

 

La cosiddetta Economia Circolare prende spunto dai meccanismi che caratterizzano i sistemi naturali, e assume che i sistemi economici debbano funzionare secondo dei processi rigenerativi. In tale ottica, si tende al superamento del concetto di “rifiuto”: tutte le produzioni vanno progettate per potersi adattare all'interno di un ciclo chiuso dei materiali, attraverso pratiche di riutilizzo, riparazione e riciclo. Ciò consentirebbe di produrre beni e servizi con un dispendio di energia minimo, limitando il consumo di materie prime vergini.

In questa ottica, gli obiettivi principali dell'Economia Circolare sono l'estensione della utilizzabilità e della vita utile dei prodotti (in opposizione alle attuali logiche dell’obsolescenza programmata) e la promozione di attività di riparazione e ricondizionamento, in modo da ottenere una netta riduzione della produzione di rifiuti. Simili logiche possono essere applicate in tutti i settori dell’economia, dall’industria manifatturiera alle produzioni agricole. Si tratta di concetti tutt’altro che nuovi, che trovano la propria origine in teorie come quelle della Simbiosi Industriale (risalenti agli anni ’70 del Novecento).

È chiaro l'applicazione su larga scala di una simile visione delle attività economiche comporta una revisione dei dogma della crescita quantitativa. Si abbandona la logica del “produrre per produrre”, al fine di “produrre ciò che serve”, provando a minimizzare gli impatti ambientali (in termini di consume energetico e di utilizzo di materie prime).


 

Durante la tua relazione hai parlato di Cina come esempio da seguire per l'implementazione di pratiche di Economia Circolare. Sarebbe interessante far conoscere i motivi di questa tua affermazione, visto che per l'opinione pubblica la Cina è “sfruttamento, inquinamento e contraffazione”.

 

La percezione della Cina da parte dell' opinione pubblica italiana (ed europea, in generale) soffre di preconcetti dovuti ad una visione fortemente imperialista, neo-colonialista ed eurocentrica che ha contaminato anche le sinistre.

La Cina ha sicuramente conosciuto un impetuoso sviluppo industriale negli ultimi decenni. Un processo che ha condensato, in poco meno di settant’anni, secoli di rivoluzioni industriali. È innegabile che il costo ambientale di tutto ciò sia stato elevatissimo.

Eppure, recentemente, il governo di Pechino ha fatto segnare importanti inversioni di tendenza. Pensiamo, ad esempio, al focus sulle energie rinnovabili: nel 2016 la metà delle installazioni globali di impianti di generazione di energia solare si è concentrata nel paese asiatico; un trend che è continuato quest’anno, con ben 10GW installati nel solo mese di luglio (equivalente alla metà della potenza solare totale italiana). Oppure, al recente annuncio di voler vietare (in una data ancora da definire) la vendita delle auto a benzina e diesel. Ancora, alle importanti iniziative di riforestazione.

Il tutto si inserisce in una strategia di sviluppo, coniata a partire dall’undicesimo Piano Quinquennale (varato nel 2006) e divenuta centrale nel tredicesimo (datato 2016), basata proprio sul concetto dell’Economia Circolare. Ad esempio, il governo sta ponendo grande enfasi sulla creazione dei cosiddetti Eco-Parchi Industriali. Questi ultimi non sono altro che grandi distretti manifatturieri (nei quali operano sino a 4000 imprese) all’interno dei quali aziende appartenenti a diverse filiere produttive si “scambiano” scarti di produzione e rifiuti che vengono dunque reimmessi nella catena del valore in luogo di materie prime vergini, piuttosto che finire in discarica o in impianti di incenerimento.

La transizione verso questo modello è sicuramente favorita dal fatto che, nella Repubblica Popolare, le leve della pianificazione economica e delle politiche industriali siano saldamente nelle mani del governo. Come autorevoli studiosi hanno dichiarato, recentemente: la Cina è il paese al mondo che consuma più risorse e produce più rifiuti; ma, al contempo, è il paese che si sta dotando delle soluzioni più avanzate per superare il modo di produzione “lineare”2.

Ciò si riflette anche nel progressivo abbandono del Prodotto Interno Lordo quale unico indicatore delle prestazioni economiche. Una scelta già implementata da molte province cinesi (tra le quali Shanghai)3, coerentemente alla logica di voler promuovere una crescita “qualitativa” e non meramente “quantitativa”, che tenga d’occhio anche altri indici di progresso e benessere socio-ambientale.

 

A proposito di Economia Circolare, ci sono in campo iniziative dell'Unione Europea per lo sviluppo di questo tema?

 

L’Unione Europea ha lanciato, nel Dicembre 2015, un pacchetto di direttive sull’Economia Circolare. Nonostante la grancassa mediatica che ha accompagnato l’iniziativa, molta è stata la delusione di attivisti, intellettuali e forze politiche attenti al tema. L’UE, infatti, si è limitata a fissure dei target quantitativi (neppure troppo ambiziosi) sul riciclo dei rifiuti. Non si tratta affatto di un tentativo di mettere in discussione un modello di produzione di beni e servizi basato sullo sfruttamento intensivo delle risorse. Inoltre, l’applicazione dei meccanismi di Economia Circolare in un contesto di libero mercato come quello europeo è problematica: chi dovrebbe assumersi gli oneri della riconversione delle produzioni necessari per la transizione verso questo modello? I meccanismi di supporto agli investimenti sono ancora deboli ed insufficienti. Non potrebbe essere altrimenti, visto il regime di rigida austerità che vige nell’intera UE.

 

Nell'intervento hai fatto riferimento anche ai BRICS ed alla neonata Nuova Banca di Sviluppo. Credi che questi Paesi vogliano e possano investire in un nuovo tipo di economia?

 

Dal punto di vista dei paradigmi economici, i paesi BRICS non rappresentano affatto un agglomerato omogeneo. Credere che essi rappresentino una alternativa al capitalismo, sul modello del blocco socialista del ventesimo secolo rappresenta un grosso errore.

Tuttavia, il recente vertice BRICS+ conferma le linee di politica internazionale cinese degli ultimi anni, volte alla creazione di un coordinamento di paesi non basato su una condivisione politico-ideologica, ma su di una mutua convenienza economica. Ad esempio, il Brasile, nonostante sia ora guidato da un governo tutt’altro che antimperialista (quello del presidente golpista Michel Temer) ha preso parte attivamente al vertice. Ad ulteriore prova di ciò, si puo’ citare la partecipazione all’incontro, in qualità di osservatori, di esponenti di governi certamente non ascrivibili allo schieramento delle forze di progresso (Messico, l’Egitto, il Kenia, la Guinea, il Tajikistan e la Thailandia).

Questi paesi guardano con interesse ai BRICS per la possibilità di sviluppare relazioni economiche paritarie, non basate sull’egemonia del dollaro o sulle logiche di rapina statunitensi.

In questo quadro, la creazione della Nuova Banca di Sviluppo (NBS) rappresenta una importante iniziativa, con positive ricadute anche sulla promozione di politiche di sviluppo sostenibile. Si tratta di un'istituzione finanziaria nata dagli accordi interstatali raggiunti durante il sesto summit dei BRICS tenutosi in Brasile, a Fortaleza il 15 luglio 2014.

La banca ha il principale obiettivo di finanziare (con modalità alternative a quelle vessatorie imposte dalle istituzioni “occidentali” quali il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale) investimenti infrastrutturali nei paesi BRICS. Dall’avvio delle sue operazioni (nel 2016), questa istituzione ha supportato, prevalentemente, progetti nel campo delle energie rinnovabili e, appunto, dell’Economia Circolare4.
 

1 Il sito internet della conferenza è rintracciabile al seguente indirizzo: http://biwaes.uniparthenope.it/

2Si veda, al seguente indirizzo, un articolo apparso sulla celebre rivista scientifica Nature sugli sforzi del governo cinese per l’implementazione dell’Economia Circolare: http://www.nature.com/news/circular-economy-lessons-from-china-1.19593

3Si veda, al seguente indirizzo, un articolo del Financial Times sul superamento, da parte della Provincia di Shanghai, del Prodotto Interno Lordo quale unico indicatore delle prestazioni economiche: https://www.ft.com/content/2c822efc-a51d-11e4-bf11-00144feab7de

 

4Una lista completa dei progetti finanziati ad oggi dalla NDB e’ disponibile al seguente indirizzo: http://www.ndb.int/projects/list-of-all-projects/

 

 

Notizia presa dal sito www.Lantidiplomatico.it visita www.Lantidiplomatico.it
Notizia del:
comments powered by Disqus
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
Notizia del:     Fonte: Al Mayadeen

L'Iran avverte Trump: "In 4 giorni possiamo portare l'arricchimento dell'uranio al 20%"

L'Iran avverte Trump ma insiste sul fatto che la sua volontà è quella di mantenere il patto siglato nel 2015 con il gruppo 5 + 1 (Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Russia e Cina, più Germania) senza modifiche.

Il capo dell'Organizzazione dell'energia atomica dell'Iran (OEAI), Ali Akbar Salehi ha assicurato...
Notizia del:

La Cina ribadisce sostegno all'Unesco dopo uscita degli Stati Uniti

«La Cina spera che tutte le nazioni contribuiscano al raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione mondiale per promuovere la cooperazione scientifica, educativa e culturale, così come la comprensione tra le differenti civiltà»

  Il governo della Repubblica Popolare Cinese ha ribadito il proprio sostegno all’Organizzazione delle...
Notizia del:     Fonte: The Hill

Premio Nobel Richter: 'Gli accordi sul nucleare iraniano non sono una vergogna per gli USA. La vergogna è non rispettarli'

Due importanti fisici nordamericani avvertono che se gli Stati Uniti abbandonano l'accordo nucleare con l'Iran, "spingeranno il paese in una direzione pericolosa".

Burton Richter, vincitore del Premio Nobel per la Fisica nel 1976, e Michael S. Lubell, ex direttore degli affari...
Notizia del:

Al centro della scena geopolitica e geoeconomica, il Venezuela non è solo

Se l'ordine esecutivo di Trump fosse stato attuato due decenni fa, la situazione sarebbe adesso insormontabile

di Alfredo Serrano Mancilla - Celag   Russia, 145 milioni di abitanti; Cina, 1,38 miliardi; Turchia,...
Notizia del:     Fonte: Correo del Orinoco

Cina-Venezuela: la Patria di Bolivar è «il partner strategico più importante che ha la Cina in questo momento»

  Il presidente della commissione internazionale dell’Assemblea Nazionale Costituente, Adán Chávez, ha annunciato che il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) e il Partito...
Notizia del:

Pechino: "La guerra nella penisola coreana non avrebbe vincitori"

La crisi coreana vista da Pechino. Commentando le dichiarazioni del ministro degli esteri nord-coreano, con Pyonyang che considera di aver subito una dichiarazione di guerra da parte di Washington, il...
Notizia del:     Fonte: Sana.sy

Il G77 e la Cina condannano le sanzioni ed il blocco economico contro la Siria

Il G77 e la Cina hanno chiesto la revoca immediata delle misure economiche coercitive unilaterali imposte contro la Siria.

I ministri degli esteri dei paesi membri del G77 che riunisce paesi dell'America Latina, Africa e Asia centrale...
Notizia del:     Fonte: Rt

"Preparatevi al peggio". La Cina proibisce ai dirigenti del trading in bitcoin di lasciare il paese

Le autorità cinesi hanno proibito ai dirigenti delle agenzie di trading in bitcoin di lasciare il paese. Lo riporta il quotidiano Beijing News lunedì, citando fonti vicine...
Notizia del:

"Quattro NO". La posizione di Russia e Cina contro l'interventismo militare in Corea

di Diego Angelo Bertozzi per Marx21.it Il 12 settembre scorso, in Consiglio di sicurezza dell'ONU, Cina popolare e Russia hanno votato a favore del nuovo pacchetto di sanzioni nei...
Notizia del:

Al ritorno dal Tibet cinese. Alcune osservazioni…

di Fabio Massimo Parenti - Marx21 In foto: Veduta di Lhasa Sviluppo, alias “infrastrutture, integrazione ed istruzione” Agosto 2017: da Beijing a Xining, capitale del Qinghai...
Le più recenti da Il Mondo Alla Rovescia
Notizia del:

Quelli che... "i miei amici spagnoli sulla Catalogna dicono..."

di Danilo Della Valle Ho letto vari commenti di "esperti" dell'ultima ora (e quindi non i tanti preparati che si occupano abitualmente di politica estera), non analisi perchè...
Notizia del:

Fine di ogni rapporto con i partiti di estrema destra razzisti. Perché questa decisione di Russia Unita viene censurata in Occidente?

di Danilo Della Valle Ma voi lo sapevate che Russia Unita ha deciso di “tagliare” i rapporti con i partiti di estrema destra e/o xenofobi in quanto danneggerebbero la reputazione del Paese...
Notizia del:

Circassia-Karachay e Caucaso del nord, prossimi problemi interni per la Russia?

di Danilo Della Valle Passeggiando per le soleggiate e pulite strade di Cherkessk, capitale della Repubblica di Karachay-Circassia, tra i colori vivi dei fiori posizionati in maniera ordinata lungo...
Notizia del:

Cosa hanno in comune l'Ucraina ed il Venezuela? Lo schema Propp-Sharp

di Danilo Della Valle Cosa hanno in comune l'Ucraina ed il Venezuela?  ** Niente, teoricamente. Praticamente invece questi due Paesi attraversati da crisi economiche e di governo...
 
Copyright L'Antiplomatico 2013 all rights reserved - Privacy Policy
L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa