Tillerson vedrà Lavrov. Pace del mondo o democrazia americana?

6197
Tillerson vedrà Lavrov. Pace del mondo o democrazia americana?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


PICCOLE NOTE



Il segretario di Stato statunitense Rex Tillerson ha annuciato che nel prossimo fine settimana incontrerà il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov. Incontro che avverrà a Manila, a margine di un vertice internazionale.





 

La comunicazione giunge in un momento delicato, reso difficile non solo dal varo delle sanzioni contro la Russia e dalla reazione di Mosca, che ha annunciato l’espulsione di centinaia di diplomatici americani, ma anche dall’acuirsi della tensione sul fronte dell’Est Europa.

 

Secondo un’indiscrezione del Wall Street Journal, infatti, gli Stati Uniti starebbero valutando l’opportunità di fornire armi sofisticate all’Ucraina, in particolare missili anti-aerei e anticarro.

 

Secondo il giornale americano tali armamenti dovrebbero aiutare il regime di Kiev in un nuovo, eventuale, confronto contro i miliziani del Donbass, con i quali ha stabilito una fragile tregua.

 

Una motivazione che lascia perplessi. Non solo perché rischia di innescare nuovamente lo scontro tra le parti, ma anche perché i ribelli non hanno un’aviazione propria e anche di carri armati ne hanno pochini.

 

Logico che le indiscrezioni abbiano provocato le reazioni russe, dal momento che tale fornitura di armi sembra diretta esclusivamente a un eventuale ingaggio con l’esercito di Mosca, che pure finora si è guardata bene dall’intervenire in maniera diretta nel conflitto (un’eventualità che la vedrebbe vincente nel breve periodo ma perdente nel lungo, come sanno bene i dirigenti russi).

 

Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov ha infatti affermato che «qualsiasi passo che porti ad accrescere la tensione lungo la linea di separazione, non farà che allontanarci dalla soluzione del conflitto».

 

Va tenuto in debito conto il fatto che le sanzioni anti-russe sono state recepite controvoglia dal presidente, che non poteva fare altro che siglare il decreto, come ha spiegato successivamente, dal momento che il Congresso aveva votato quasi compatto: una dimostrazione di forza dei neocon, che hanno mostrato tutta la loro potenza di fuoco.

 

Trump non poteva mettersi contro tutto il Congresso: sarebbe rimasto isolato e il suo mandato sarebbe di fatto terminato qui.
 

Egli ha comunque tenuto a ribadire che il decreto è «anticostituzionale», perché limita i poteri del presidente, in particolare quelli di «negoziare» con altri Stati (la revoca delle sanzioni, ad esempio, dovrà passare al vaglio del Congresso).

 

Non solo. Nell’affermare che «il popolo americano vuole un miglioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Russia», ha di fatto accusato i suoi avversari di agire contro i cittadini americani, i quali in effetti l’avevano votato anche nella prospettiva di un appeasement con Mosca, più volte ribadita da Trump durante la campagna elettorale.

 

La mossa di Rex Tillerson si inscrive dunque in un tentativo da parte dell’amministrazione americana di allentare la tenaglia nella quale la stanno stringendo i suoi avversari.

 

Difficile possa produrre cambi di marcia. Ma può comunque servire a evitare che l’acuirsi della tensione inneschi incidenti irreparabili tra Washington e Mosca, eventualità che toglierebbe a Trump ogni possibilità di liberarsi dalla stretta dei suoi nemici interni e lo consegnerebbe definitivamente nelle loro mani.

 

In questo modo i neocon, pur avendo perso le elezioni (avevano sostenuto la Clinton), si ritroverebbero nuovamente in mano le redini del Paese, come avvenuto durante l’amministrazione di George W. Bush e, in parte, durante quella di Barack Obama (che pure ha in parte frenato il loro insano bellicismo).

 

Come si vede la partita che si sta giocando tra le due grandi potenze ha doppia valenza: la posta in palio non è solo la pace del mondo (o quantomeno l’attutirsi delle tensioni globali), ma anche la tenuta della democrazia americana.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

L'interregno globale e le faglie dei BRICS di Geraldina Colotti L'interregno globale e le faglie dei BRICS

L'interregno globale e le faglie dei BRICS

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti