Oggi si vota in Grecia. Nella cortina di ferro della zona euro cala il sipario del silenzio

Una cortina mascherata in democrazia e libertà solo per il velo gettato da un'informazione complice.

3216
Oggi si vota in Grecia. Nella cortina di ferro della zona euro cala il sipario del silenzio

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
“Da Stettino nel Baltico a Trieste nell’Adriatico una cortina di ferro è scesa attraverso il continente”, pronunciava Il 5 marzo 1946 Winston Churchill nel suo famoso discorso al Westminster College di Fulton (Missouri). “Da Helsinki a Siviglia”, potremmo tranquillamente parafrasare oggi, “una nuova cortina di ferro è scesa nel continente: il regime della zona euro”. Una cortina rigida al punto che la sua irreversibilità è in grado di calpestare Costituzioni, diritti e benessere di intere popolazioni; talmente rigida per cui non è più possibile parlarne.
 
Nonostante Stiglitz, il premio Nobel per l'economia non un suo omonimo, ci ricordi che “la crisi dell'euro non è finita: la situazione in Grecia continuerà a peggiorare e anche paesi come Irlanda, Spagna e Portogallo mostrano il fallimento dell'austerità, anche se non in modo drammatico come in Grecia", un velo assordante è stato calato dall'alto. Di zona euro e di insostenibilità della moneta unica non si parla più dopo che per mesi Tsipras e Varoufakis erano stati descritti come dilettanti allo sbaraglio nel tentativo di riconquistare quote di sovranità economica e criminali in grado di mettere a rischio il “sogno europeo”.
 
In Grecia oggi il popolo greco è nuovamente chiamato a scegliere dopo che l'ex premier Tsipras si è arreso ai diktat della Troika e ha ceduto ad un nuovo Memorandum, nonostante il voto contrario in tal senso del popolo ellenico nel referendum del 5 giugno scorso. Con parte del suo partito che l'ha abbandonato, Tsipras è stato costretto ad indire nuove elezioni. Ma sull'intera campagna elettorale e su una popolazione  ormai allo stremo delle forze fisiche e psicologiche è sceso il silenzio assoluto. Perché? Semplice, nel topo da laboratorio della Troika un vincitore già c'è ed è l'Eurogruppo che ha già imposto il suo programma per il prossimo governo (molto probabilmente di unità nazionale).

Non importa chi vincerà, in altre parole, oggi – Nuova Democrazia o Syriza sono ad un testa a testa per i sondaggi - nell'Europa della cortina di ferro dell'euro non importa più chi vince le elezioni perché chi detiene il potere realmente ha già dettato il programma. Un programma, quello dell'Eurogruppo (o regime di Berlino, Bruxelles e Francoforte se preferite), che ha un solo obiettivo: le riforme in Grecia ovvero l'attuazione dei tagli di austerità concordati in luglio e agosto. Ci sono "molti passi" che la Grecia deve fare entro la metà di ottobre, secondo il commissario Ue, Pierre Moscovici: la riforme del sistema di previdenza sociale, l'indipendenza dell'Agenzia delle Entrate e la redazione del bilancio 2016, tra i compiti del prossimo mese. Il Presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem  ha poi dichiarato: "E 'chiaro a questo punto che la maggioranza dei greci sostiene partiti che hanno votato a favore del piano di salvataggio", lanciando così un messaggio ad Atene che l'attuazione dell'accordo è un dato di fatto. Un dato di fatto. 
 
Dopo luglio e dopo che tutti i media hanno cercato di descrivere Tsipras e Varoufakis come dilettanti e criminali, perché mettevano in pericolo il “sogno europeo”, un silenzio assordante è caduto sulla questione greca. L'ordine partito dall'alto è quello di lasciare che, nell'indifferenza, il popolo greco, stancamente, compia oggi la liturgia del voto, ormai solo un simulacro di democrazia. Una cortina di ferro è scesa nel continente, una cortina mascherata in democrazia e libertà solo grazie al velo gettato da un'informazione complice.

….............
 
Nell'inutilità del voto di oggi, personalmente accogliamo con favore l'indicazione di voto espressa ieri dall'ex ministro delle finanze Yanis Varoufakis nel suo endorsment per Unità popolare, la nuova formazione politica nata dalla sinistra di rottura all'interno di Syriza. "Per quanto riguarda la mia scelta personale, in particolare il mio voto nella seconda circoscrizione di Atene, sosterrò due persone che, durante la nostra collaborazione nel governo (e senza riguardo dei nostri disaccordi) mi hanno colpito con la loro etica, la diligenza e , in particolare, la coerenza con la quale si sono alzati in piedi contro le sirene della corruzione e l'abbandono della nostra sovranità nazionale: Nadia Valavani e Kostas Isyhos".


Per rompere il muro di disinformazione creato nella cortina di ferro della zona euro:

"Oltre l'euro" (Paolo Becchi e Alessandro Bianchi).
Con all'interno i contributi di Yanis Varoufakis, Amorose Evans-Pritchard, Jacques Sapir, Alberto Bagnai, Paul de Grauwe, Piergiorgio Gawronski, Vladimiro Giacché, Brigitte Granville, Giuseppe Guarino, Paolo Savona, Lidia Undiemi, Carlo Amirante.

E un'intervista esclusiva a Gianni De Michelis

 
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia di Alessandro Bartoloni La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

La "Nuova Europa" dopo la guerra alla Russia

I doppi standard di Giorgia Meloni di Fabrizio Verde I doppi standard di Giorgia Meloni

I doppi standard di Giorgia Meloni

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra di Michelangelo Severgnini Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Gaza: La Tregua è finita, andate in Guerra

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA   Una finestra aperta Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Mondiali 2026: il calcio incontra l’IA

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti