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Joseph Stiglitz: "Nel 2016 il Grande Malessere continuerà"

Joseph Stiglitz: Nel 2016 il Grande Malessere continuerà
 

La ripresa per il premio Nobel dell'economia si avrà solo superando il feticismo del deficit

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“Gli ottimisti dicono che il 2016 sarà migliore del 2015. Questo potrebbe rivelarsi vero, ma solo impercettibilmente. Se non affronteremo il problema di una insufficiente domanda aggregata globale, il Grande Malessere continuerà”. Lo scrive il premio Nobel per l'economia Jospeh Stiglitz nel suo ultimo articolo per The Project Syndicate.
 
Con il Brasile in recessione, la brusca frenata della Cina, e il decennio perduto dell'Eurozona che prosegue, il 2015 è stato un anno difficile. Per gli Stati Uniti, il 2015 doveva essere l'anno in cui finalmente chiudere il libro sulla Grande Recessione iniziata già nel 2008; invece, presgue Stiglitz, la ripresa degli Usa è stata mediocre, al punto che Christine Lagarde ha definito lo stato attuale dell'economia globale come il „Nuovo Mediocre“. 
 
Nel libro Freefall Stiglitz già nel 2010 scriveva come il mondo rischia di scivolare in quello che chiamava il Grande Malessere. „Purtroppo avevo ragione: non abbiamo fatto ciò che era necessario, e siamo finiti esattamente dove ho temuto che finissimo“.
 
Di fronte ad una carenza di domanda aggregata, causata da una combinazione di crescente disuguaglianza e di un'ondata insensata di austerità fiscale, paesi come la Germania, che mantiene costantemente eccedenze verso l'estero, stanno contribuendo in maniera significativa al problema chiave della domanda globale insufficiente. Inoltre, prosegue il premio Nobel, gran parte del mondo si sta confrontando - a fatica – con la necessità di una trasformazione strutturale: dalla produzione ai servizi in Europa e in America, e da una crescita guidata dalle esportazioni ad un’economia trainata dalla domanda interna in Cina. Allo stesso modo, la maggior parte delle economie basate sulle risorse naturali in Africa e America Latina non è riuscita a sfruttare il boom del prezzo delle materie prime sostenuto dall’intento della Cina di creare un'economia diversificata; ora si trovano ad affrontare le conseguenze della depressione dei prezzi sulle loro principali esportazioni. I mercati non sono stati in grado di effettuare tali trasformazioni strutturali facilmente da soli.
 
L'unica cura per il malessere del mondo, conclude Stiglitz, è un aumento della domanda aggregata. Ma alcuni dei problemi più importanti del mondo richiederanno investimenti pubblici. 
 
Ciò significa superare il feticismo del deficit. Ha senso per paesi come gli Stati Uniti e la Germania che possono prendere in prestito denaro a tassi di interesse reali a lungo termine negativi per fare gli investimenti che sono necessari. Allo stesso modo, nella maggior parte degli altri paesi, i tassi di rendimento degli investimenti pubblici superano di gran lunga il costo dei fondi. Per quei paesi il cui debito è vincolato c'è una via d'uscita, sulla base del principio di lunga tradizione del moltiplicatore di pareggio di bilancio: un aumento della spesa pubblica accompagnata da maggiori imposte stimola l'economia.
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