Documento trapelato prossima finanziaria: il governo ucraina rinuncia a....tutto!

Ecco cosa accade se a salvarti sono i "nuovi alleati" di Usa, Ue e Fmi....

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Documento trapelato prossima finanziaria: il governo ucraina rinuncia a....tutto!

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La versione trapelata dalla nuova propoposta di bilancio del governo ucraino, pubblicato da Simon Black su Soveriegn Man, è una lezione di quello che accade ai governi in fallimento, costretti ad affidarsi ad organizzazioni internazionali come il Fmi o all'”aiuto” di “nuovi alleati” come Usa e Ue. Del resto, l'Ucraina e soprattutto la Grecia rappresentano oggi i due topi da laboratorio per un esperimento sociale che potrebbe presto riguardare tutti gli altri paesi europei.
 
La proposta, prosegue Black, include misure per tagliare l'educazione pubblica in Ucraina dagli 11 anni di oggi a 9. E, ancora più importante, l'educazione non sarà più finanziata dallo Stato, non ci saranno più mense pubbliche per i bambini o per i pazienti negli ospedali. La sanità non sarà più completamente pubblica. Il governo sta anche proponendo di ridurre drasticamente i benefici pensionistici: le donne dovranno lavorare 10 anni in più per arrivare ad una pensione e gli uomini 5. Il nuovo governo “democratico” imposto a febbraio da Ue e Usa sta anche pensando a congelare i benefici pensionistici, che non saranno più aggiustati per l'inflazione. Verranno poi tagliati il numero di giudici, polizionitti e Procuratori. Il numero dei parlamentari potrebbe passare da 450 a 150.
 
Ma, si chiede Balck, se un governo non eroga più i servizi essenziali come educazione e sanità, che senso ha continuare a pagare le tasse per i cittadini? In quel caso ci sarebbe la galera. Nel momento in cui il governo non adempie ai suoi doveri si rompe il contratto sociale, si crea una relazione parassitaria. Ed è precisamente quello che accade quando un paese inizia la fase di bancarotta. L'Ucraina è in questa situazione per diverse ragioni: la guerra è stata certamente molto costoso e il governo ucraino ha quasi totalmente dilapidato tutte le sue riserve estere.

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