"Il sangue di Carlo e delle centinaia di feriti fu il prezzo pagato per avere ragione"


di Giorgio Cremaschi


A Genova nel luglio del 2001 ci fu il vertice del G8, allora c'era anche Putin nel gruppo, e decine e decine di migliaia di persone, in gran parte giovani, vennero nella città per far sentire la propria voce di dissenso.

Ci chiamavano NOGLOBAL perché avevamo capito che la globalizzazione era nemica dei diritti e della democrazia, della natura e della stessa umanità. Avevamo capito tutto, per questo fecero di tutto per distruggerci.

Avevamo ragione, ma il potere, allora governava Berlusconi ma col centrosinistra fu uguale, non solo non lo volle riconoscere ma cancellò con la forza più spietata le nostre ragioni. La violenza della polizia, le torture verso gli arrestati, il massacro della scuola Diaz e l'assassinio di Carlo Giuliani, il 20 luglio 2001.

Il sangue di Carlo e delle centinaia di feriti fu il prezzo pagato per avere ragione. La nostra sconfitta di allora invece la paga oggi tutta la società, con la sua ingiustizia, la sua incapacità anche solo di pensare un futuro degno e giusto, la sua regressione verso la barbarie.

Carlo aveva ragione, il mondo giusto per cui lottava è oggi più che mai la sola alternativa umana alla ferocia che dilaga. Per questo Carlo vive, perché le ragioni per cui è stato ucciso a venti anni alla fine si devono affermare, alla fine si affermeranno.

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