Militare morto dopo AstraZeneca: "C'è correlazione"

26 Maggio 2021 21:45 Agata Iacono

Probabilmente le campagne vaccinali in TV non ve ne parleranno o stanno cercando di minimizzare, come il TG 1 che ha dato esclusivamente (come se fosse positiva) la notizia del dissequestro del lotto.




Non si rendono conto che riconoscere trionfalmente che il lotto fosse a norma significa che la morte correlata con la vaccinazione non può essere più attribuita a un "difetto" del lotto, (le cui caratteristiche "rispecchiano pienamente i parametri qualitativi”, come si apprende dalle conclusioni delle analisi in Olanda e dalle dichiarazioni dei Nas di Catania)?
Quindi non è morto per un lotto anomalo, ma per il vaccino in sé.
Taceranno gli ‘espertomani’ che continuano a ridicolizzare, discriminare, censurare e addirittura licenziare (è di ieri l'estromissione del Prof Bellavite da parte del Dipartimento di Medicina dell'università di Verona dopo le sue dichiarazioni di perplessità "gli italiani fanno bene ad avere paura").
Si tratta del primo eclatante riconoscimento di correlazione tra morte e vaccino in Italia.

I fatti, come riportati da quotidiani locali, Ragusa e Siracusa Oggi:
"Le cause della morte di Stefano Paterno’, il militare in servizio ad Augusta deceduto il 9 marzo nelle ore successive alla somministrazione del vaccino AstraZeneca, sono riconducibili “all’arresto irreversibile delle funzioni vitali, consecutivo a sindrome da stress respiratorio acuto”, inoltre “sussiste correlazione eziologica tra il decesso e la somministrazione del vaccino avente codice lotto fiala ABV2856 intervenuta presso l’ospedale militare di Augusta in data 8 marzo 2021”.
Sono queste le conclusioni cui sono giunti i consulenti della Procura di Siracusa, incaricati di indagare sulle cause legate al decesso del militare, 43 anni.

Sono quattro le persone iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo: si tratta di Lorenzo Wittum, in qualità di legale rappresentante di AstraZeneca Italia, di un medico e un infermiere dell’ospedale militare dove era stata somministrata la dose, e di un medico del 118.

“Non sono ravvisabili condotte omissive e o commissive in capo al personale sanitario/parasanitario che a vario titolo ha gestito le problematiche inerenti alla vicenda clinica di Paterno'”, si legge nella relazione firmata dai quattro consulenti, Giuseppe Ragazzi, Nunziata Barbera, Marco Marietta e Carmelo Iacobello.

E proprio oggi è stato dissequestrato il lotto incriminato, destinato ad essere redistribuito negli hub di tutta Italia...

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