Il 64% dei venezuelani sostiene l'azione del governo Maduro volta al recupero dell'economia del paese

Il 64% dei cittadini venezuelani sostiene gli sforzi compiuti dal governo Maduro per consentire al paese di superare la difficile congiuntura economica. Una situazione dovuta in larga parte anche alla guerra economica scatenata da Washington contro Caracas attraverso l’imposizione di sanzioni unilaterali e un blocco finanziario mirante a soffocare l’economia venezuelana.

L’inchiesta realizzata da Hinterlaces ha il pregio di smentire, ancora una volta, chi senza avere alcun polso della reale situazione nel paese cerca di accreditare presso l’opinione pubblica internazionale l’idea di un paese in rivolta contro la Rivoluzione Bolivariana, con i chavisti che sarebbero aggrappati al potere contro il volere del popolo venezuelano. Una situazione assolutamente lontana dalla realtà, come dimostrano tutte le tornate elettorali vinte dal Partito Socialista Unito del Venezuela e i suoi alleati.

Lo studio realizzato da Hinterlaces rivela che il 64% dei venezuelani preferisce che in questa nuova fase della Rivoluzione Bolivariana sia l’attuale Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, a risolvere gli attuali problemi economici del paese. A rivelarlo è il decano dei giornalisti venezuelani José Vicente Rangel, nell’ambito del programma televisivo José Vicente hoy trasmesso dal canale privato Televen.

Piccola digressione: ma in Venezuela tutti i media non erano sotto il ferreo controllo dello Stato?

Tornado al sondaggio, alla domanda: «Preferite che sia il governo del presidente Maduro ad adottare le misure necessarie ad uscire dalla crisi economica o preferite che sia un governo di opposizione?», il 64% si è espresso in favore dell’attuale governo, per l’arrivo dell’opposizione il 33%. Il 3% ha optato per l’astensione.

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha annunciato a metà agosto nove linee che disciplineranno il piano di ripresa economica come parte della stabilizzazione dello sviluppo economico e produttivo del paese; e per questo ha convocato la classe operaia in un congresso costituente. Con buona pace di chi si ostina a definire il Venezuela una brutale dittatura.

Tra le linee strategiche di azione che segnerà la nuova fase della gestione del governo, definita dal capo dello Stato, si prevede l'istituzione di un bilancio fiscale e leggi fiscali; l’apertura di nuove politiche di cambio attraverso la nuova rendita petrolifera; continuare la salarizzazione dei redditi al 100%, con tabelle salariali ancorate al Petro (nuova moneta elettronica lanciata dallo Stato venezuelano) per un anno.

Le misure includono anche la stabilizzazione dei prezzi dei prodotti, in conformità col sistema di cambio reale; l’aumento della produzione secondo gli impegni presi nel Congresso Costituente Operaio; aumentare l’ingresso delle valute internazionali nel paese; l'espansione del Petro come valuta internazionale per effettuare acquisti a livello internazionale agitando e sanzioni statunitensi e il sistema bancario; così come il miglioramento del sistema di trasporto nazionale.

Allo stesso modo, si cerca di consolidare e migliorare il sistema di protezione sociale dei venezuelani, tra cui i Clap, con la regolarizzazione della consegna ogni 15 giorni, l'integrazione di prodotti per la pulizia e altri articoli. Così come la continuità dei vincoli di protezione sociale.

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