Ecuador: convocata sessione parlamentare per valutare richiesta di impeachment del presidente Lasso

25 Giugno 2022 15:17 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Le proteste contro il regime neoliberista di Guillermo Lasso scuotono l’Ecuador. Il presidente dell'Assemblea Nazionale - dove ieri ha avuto luogo una forte repressione dei manifestanti da parte delle forze di polizia del regime - ha convocato una sessione per ascoltare e analizzare la richiesta di avviare una procedura di impeachment contro il presidente Lasso, nel contesto della crisi politica del Paese, come riferisce il quotidiano El Universo.

La sessione, che inizierà alle 18:00 (ora locale) di sabato 25, è stata richiesta dall'Unione Nazionale della Speranza (Unes), che risponde all'ex presidente Rafael Correa, e conta 47 firme.

In una lettera presentata al presidente del Potere Legislativo, il blocco ha chiesto di anticipare le elezioni e ha sostenuto che "il governo non è stato in grado di affrontare i gravi problemi che ha l'Ecuador, ma al contrario li ha aggravati”.

La richiesta si appella all'articolo 130.2 della Costituzione del Paese, che stabilisce il potere dell'Assemblea Nazionale di destituire il Presidente della Repubblica per "grave crisi politica e tumulti interni", uno dei due possibili motivi.

La richiesta dell'Unes si basa sulla motivazione dell'impeachment per gravi disordini interni dovuti alla situazione attuale, segnata dalle proteste guidate dalla Confederazione delle Nazionalità Indigene dell'Ecuador (Conaie) e sostenute da numerosi settori della popolazione, come studenti, lavoratori, contadini, donne e altri.

Una volta concluse le deliberazioni, i deputati avranno un massimo di 72 ore per decidere sulla richiesta di impeachment. In caso di approvazione, subentrerà il vicepresidente Alfredo Borrero.

Secondo El Universo, i sostenitori di Correa non sarebbero in grado di raggiungere il numero necessario per rimuovere il capo di Stato dalla carica.

Come risposta alle azioni del gruppo ‘correista’ il presidente Lasso potrebbe anche applicare la cosiddetta ‘muerte cruzada’ che implica la convocazione di elezioni ma con lo scioglimento della stessa Assemblea Nazionale.

Qualche ora dopo la mossa dell'Unes, il presidente Lasso ha lanciato un messaggio alla popolazione in cui accusava il capo del movimento indigeno e promotore delle proteste in corso da 12 giorni, Leónidas Iza, di cercare di rovesciarlo.

"È stato dimostrato che la vera intenzione dei violenti è quella di generare un colpo di Stato", ha dichiarato il presidente, e ha quindi invitato la "comunità internazionale" a essere vigile.

In risposta alle accuse di Lasso, Leonidas Iza ha dichiarato, nel corso dell'assemblea popolare tenutasi nella Casa della Cultura nel centro di Quito, che "c'è una decisione del popolo, che vuole che il presidente della Repubblica, se non ha avuto la capacità di risolvere i problemi, se ne vada".

Leonidas Iza ha inoltre denunciato la repressione della polizia e lo sgombero forzato dei partecipanti all'assemblea popolare nel centro culturale, dopo una lunga giornata di disordini e scontri tra manifestanti e polizia nell'area circostante.

“Abbiamo ricevuto un attacco assolutamente violento da parte delle Forze armate e della Polizia nazionale", ha dichiarato Iza.

Leonidas Iza ha annunciato che il movimento indigeno si riorganizzerà per continuare la mobilitazione, soprattutto nella capitale ecuadoriana. Il leader indigeno ha poi affermato che la lotta contro il regime neoliberista continua “necessariamente”.

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