L’Imperatore è nudo (e anche senza petrolio)

Trump: «D-Day economico contro l’Iran». Ma sulle nuove sanzioni è scontro con la Cina è l’urlo de Il Sole 24 Ore. L’ennesimo annuncio dell’Imperatore in merito al tentativo di confisca del petrolio Iraniano, dopo aver dichiarato che “Hormuz è territorio americano”. Evidentemente la colonizzazione dell’oro nero venezuelano non è stata sufficiente a far fronte al debito pubblico statunitense, ormai oltre il “muro” dei 40mila miliardi di dollari, un numero già difficile da scrivere con i suoi tredici zeri, figuriamoci da comprendere. Il MAGA King le ha provate tutte, dalle sanzioni alla rivoluzione colorata, dagli omicidi mirati alle bombe sulle scuole, dal blocco navale a quello economico, ma la MAGIA (Make America Great Illusion Again) sembra proprio esaurita.

Ogni mossa è stata annunciata con squilli di tromba sui social e poi su tutti i media, ma il risultato è che Hormuz è ancora semichiuso, con un numero imprecisato di navi che passano il blocco, l’Iran resiste alle sanzioni, peraltro da circa undici anni, e risponde bomba su bomba colpendo le basi americane che circondano il paese. A crollare è solo la credibilità del Sacro Americano Impero, che a ben guardare e parafrasando Voltaire, “Non è Sacro, non è Americano (ma di origine europea) e non è nemmeno un Impero. Come dice bene Loretta Napoleoni su Il Fatto Quotidiano: “Le guerre vere non si annunciano sui social, si finanziano in silenzio. Le sanzioni che mordono non vengono precedute da un tweet, arrivano attraverso circolari del Tesoro, liste tecniche, meccanismi di clearing bancario che strangolano senza clamore, e arrivano all’improvviso. [...] Resta la stanchezza. Non quella dei mercati, che al rumore si sono ormai assuefatti, ma quella dello spettatore. Perché il vero prezzo dell’iperbole permanente non è politico, è cognitivo: quando ogni giorno è il giorno decisivo, nessun giorno lo è più. ...”

Mentre il clamore pervade l’immaginario collettivo con la costruzione dei fantomatici nemici russo e iraniano, nel silenzio delle incontaminate distese patagoniche si cercano “soluzioni alternative”, in perfetta sintonia col delirio neoliberista trumpiano, di cui quello mileiano è la variante sudamericana. Poco importa se dopo aver inquinato le falde acquifere della Provincia di Alberta, in Canada, causato centinaia di terremoti in California e quello in Emilia Romagna del 2012, il fracking devasterà anche la provincia di Neuquén, in Patagonia, a discapito delle poche comunità Mapuche, che la colonizzazione spagnola prima e quella statunitense poi hanno lasciato in vita. E questo perché i “soliti” padroni del mondo si stanno muovendo per acquisire anche questa fonte “energetica” con la complicità del “buffone di corte” Milei.

Peter Thiel ora vuole controllare anche l’Energia?

Il boss di Palantir, ha investito 76 milioni di dollari nell’1% della compagnia petrolifera argentina Vista Energy, uno dei principali estrattori di “shale oil e gas” in Patagonia.

Schema tecnico della fratturazione idraulica. Fonte: VectorMine / Getty Images

di Glauco Benigni

Mr. Thiel si sta interessando da tempo all’Argentina, tant’è che vi si è trasferito con la famiglia ad aprile, per alcuni mesi. Quando si menziona “la famiglia” di Thiel si intende: il marito, Matt Danzeisen - sposato nel 2017, ex vicepresidente in BlackRock, attualmente responsabile degli investimenti privati in “Thiel Capital” - e i loro tre figli, nati tramite maternità surrogata. Ebbene, da qualche giorno il tecno-anarco-capitalista è diventato anche un boss dell’energia. Così si legge nei documenti, consegnati venerdì 14 agosto, alla Security and Exchange Commission degli Stati Uniti, dal fondo “Thiel Macro Llc.” Nelle carte si precisa che l’investimento, pari a USD 76 milioni, ha consentito di acquisire 1,2 milioni di azioni di Vista Energy, una società che opera nel sottosuolo di “Vaca Muerta”, considerato una delle formazioni geologiche più importanti al mondo per l’estrazione di riserve immense di shale gas e shale oil. In sostanza Thiel ha messo le mani su un asset strategico per la produzione energetica globale del futuro.

Il posizionamento nel giacimento argentino rappresenta una convergenza cruciale in cui finanza, alta tecnologia digitale e geopolitica energetica si fondono. L’operazione non è isolata: si inserisce in un preciso contesto connotato dal soggiorno di Thiel a Buenos Aires e dai suoi incontri diretti con il presidente argentino Javier Milei, la cui agenda liberista, orientata dalla deregulation economica, mira ad attrarre capitali esteri nel settore strategico delle risorse naturali. Milei punta su riforme liberiste di mercato e incentivi fiscali favorevoli ai Grandi Investitori, per trasformare il Paese in un esportatore netto di energia e auspicabilmente in un hub energetico globale competitivo rispetto ai produttori tradizionali del Medio Oriente e della Russia.

L’acquisto consolida la posizione di Thiel in uno dei teatri “più dinamici” dell’America Latina. Vista Energy è guidata da Miguel Galuccio, ex CEO di YPF (acronimo di Yacimientos Petrolíferos Fiscales) la maggiore compagnia energetica dell’Argentina e una delle più importanti dell’intera America Latina.

Cosa sono gli idrocarburi non convenzionali?

Per comprendere la portata dell’investimento, è essenziale distinguere la natura tecnica di questi giacimenti rispetto alle trivellazioni tradizionali. Il petrolio o il gas naturale si sono formati nella roccia madre (spesso argillosa), sono migrati verso l’alto attraverso rocce permeabili e sono rimasti intrappolati sotto una “roccia di copertura” impermeabile. Per estrarli è sufficiente perforare la “copertura” affinché la pressione naturale del serbatoio spinga la materia prima verso la superficie.

Nel caso degli “Idrocarburi Non Convenzionali”, quali Shale Gas e Shale Oil (gas e petrolio di scisto), queste risorse rimangono imprigionate all’interno della stessa roccia madre situata a grandi profondità (tra 2.000 e 4.000 metri). Queste rocce hanno una porosità e una permeabilità quasi nulle e quindi il fluido non può scorrere spontaneamente verso il pozzo. In tal caso per estrarre le risorse entra in gioco la combinazione di due tecnologie avanzate:

  • Perforazione Orizzontale: Il pozzo scende in verticale fino alla formazione argillosa e poi devia a 90 gradi, correndo orizzontalmente all’interno dello strato ricco di idrocarburi per diversi chilometri.
  • Fratturazione Idraulica (Fracking): Vengono iniettati ad altissima pressione milioni di litri di acqua, sabbia e additivi chimici per creare micro-fratture nella roccia. La sabbia impedisce alle fessure di richiudersi, permettendo al gas e al petrolio di scorrere verso la superficie.

Il Gigante di Vaca Muerta: numeri e potenziale energetico

Situata nella regione della Patagonia (principalmente nella provincia di Neuquén), Vaca Muerta è una antichissima formazione di scisto argilloso che copre un’area grande come il Belgio (30.000 Kmq). Le sue riserve di Shale Gas la posizionano al 2° posto nel mondo dopo la Cina e potrebbero azzerare il bisogno energetico argentino . Le riserve di Shale Oil la posizionano invece al 4° posto mondiale, dopo USA, Russia e Cina e potrebbero essere utilizzate per esportazioni molto vantaggiose. Lo spessore della roccia , tra i 60 e i 400 metri, rende l’estrazione estremamente redditizia per metro perforato.

L’investimento di Peter Thiel riconduce alle enormi opportunità ma anche ai nodi critici dell’area. La sfida principale per l’Argentina è costruire una rete adeguata di gasdotti, oleodotti e impianti di liquefazione del gas (LNG) per trasportare le risorse dalle aree remote della Patagonia verso i porti dell’Atlantico. Il fracking (fratturazione idraulica) richiede continui investimenti per perforare nuovi pozzi e solleva frequenti dibattiti sul consumo idrico in zone semi-aride, sul rischio di contaminazione delle falde acquifere e sulla sismicità indotta dalle iniezioni ad alta pressione.

L’operazione finanziaria su Vista Energy conferma dunque Vaca Muerta come un asset industriale di massimo rilievo e ipotizza grandi investimenti nello scacchiere della sicurezza energetica nazionale e della finanza globale. Thiel si muove dunque con una logica complessa tra: posizionamento strategico, scommessa macroeconomica e influenza politica, ma non mira a un tentativo immediato di controllo aziendale sebbene nel capitale di una società ad altissima capitalizzazione come Vista Energy, l’1% sia una posizione rilevante per un fondo gestito quale “Thiel Macro LLC”. I suoi principali obiettivi sono:

  • scommettere sul successo delle riforme di Milei (deregulation, svalutazione controllata, riapertura dei mercati dei capitali e introduzione del regime di incentivi;
  • accedere direttamente al management, ai dossier di espansione e al network di contatti tra i vertici dell’energia sudamericana e il governo;
  • in quanto presidente di Palantir Technologies, sperimentare, nel settore delle estrazioni da idrocarburi non convenzionali, l’ottimizzazione analitica dei dati geografici e sismici al fine di ridurre i costi d’estrazione.

Vista Energy è una società pubblica quotata sia al NYSE che alla Borsa messicana. L’azionariato è diffuso, dominato da grandi fondi d’investimento istituzionali internazionali e dal top management. Gli azionisti con cui avrà a che fare Thiel sono dunque: Miguel Galuccio, figura di riferimento dello shale argentino che possiede circa il 5,7% - 6% delle azioni e risulta essere il primo azionista individuale. E inoltre (come potevano mancare) i colossi del “capitale gestito globale” come BlackRock, Fidelity, Vanguard Group e Morgan Stanley, unitamente a diversi fondi hedge e di Value Investments nordamericani che detengono quote tra l’1 e il 4%.

Al momento non ci sono presupposti per una scalata ostile (take over) o per un’acquisizione di controllo da parte di Thiel. Il suo fondo non si limita alla compravendita ad alta frequenza sui mercati finanziari liquidi (es. speculare sulle oscillazioni giornaliere dell’euro/dollaro), ma effettua scommesse strutturali di lungo termine. Vista Energy è nata nel 2017 come SPAC, ovvero una scatola vuota quotata in Borsa utilizzata come “veicolo rapido” per raccogliere capitali a Wall Street e acquisire asset strategici locali. Il valore stesso della società è strettamente legato alla leadership di Galuccio, che gode della fiducia sia dei mercati finanziari che delle autorità argentine. Tentare un’estromissione o una scalata senza il suo consenso ne distruggerebbe il valore operativo.

È molto più probabile invece che l’1% rappresenti una prima “posizione di accumulo”. Molto è legato alle “condizioni favorevoli” per l’anarco-capitalismo create dall’attuale Presidente argentino. In realtà, negli ultimi mesi le politiche di austerità, la deregulation e i decreti di riforma introdotti da Javier Milei hanno innescato un’ondata di forti proteste sociali e mobilitazioni di piazza in tutta la nazione. Le manifestazioni vedono una partecipazione trasversale che unisce sindacati, movimenti studenteschi, organizzazioni di pensionati e movimenti sociali. Non si esclude dunque che Milei possa essere “allontanato improvvisamente” dal Governo. Al di là della politica locale, se la crescita di produzione di Vista continuerà ai tassi attuali, Thiel potrebbe comunque incrementare progressivamente la sua partecipazione per via diplomatica o finanziaria, senza mai ricorrere a una scalata aggressiva.

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