di Marco Travaglio - Fatto Quotidiano, 21 agosto 2026
Si pensava che Zelensky non dormisse la notte pensando alle retate che gli stanno svuotando il cerchio fradicio dei fedelissimi tangentari; alle proteste per la cacciata di Fedorov; all’avanzata russa sulle due ultime roccaforti in Donetsk; ai missili russi che colpiscono dove vogliono senza più ostacoli; alla strozzatura degli ultimi porti sul Mar Nero per l’export di cereali; alla distruzione delle fabbriche d’armi intorno a Kiev e dei cargo con gli armamenti europei; al milione e più di renitenti e disertori in fuga dalla guerra persa; al disastro finanziario; al pozzo senza fondo delle finanze pubbliche; all’arresto del suo incursore subacqueo e quasi omonimo Volodymyr Zhuravlyov, ricercato dai tedeschi per l’attentato ai gasdotti Nord Stream, fuggito dalla Polonia sull’auto dell’addetto militare ucraino, arrestato a Varsavia ma subito rilasciato come un eroe e ora acciuffato in Croazia, dove si trovava sotto falso nome come consulente (chi meglio di lui) per il film Usa che celebrerà l’atto terroristico. Cose così. Invece il presidente ucraino non ha perso il sense of humour, anzi non è mai stato così comico come da quando ha smesso di farlo: il suo Consiglio di sicurezza e difesa ha sanzionato 4 società e 5 cittadini russi fra autori, produttori e distributori del cartoon Masha e Orso per “propaganda ibrida russa”. “La Russia – spiega restando serio uno dei pochi ministri ancora a piede libero, quello della Cultura Tetyana Berezhna – utilizza contenuti culturali e di intrattenimento come strumenti di influenza, promuovendo una immagine positiva del Paese aggressore dietro l’apparente apoliticità dei contenuti per bambini”. E – tenetevi forte – “rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale”. Quindi Netflix e YouTube oscurino immantinente quei putribondi putiniani dell’orso bruno e della bimba, fra l’altro sprovvisti di cessi d’oro, sennò Zelensky non li fa più amici.
Dopo aver triturato i cotiledoni a mezzo mondo per far censurare scrittori russi, balletti russi, cantanti russi, musicisti russi, attori russi, registi russi, ragazze russe (insieme a quelle ucraine) alla Via Crucis del Papa e insalate russe, il clown di Kiev deve aver cambiato strategia. Quattro le ipotesi. 1) Vuole impietosirci mostrandoci in che mani è il povero popolo ucraino. 2) Tenta di farci capire che dobbiamo smetterla di prenderlo sul serio e rovinarci per riempirlo di soldi e armi, che fra l’altro diventano ipso facto refurtiva. 3)È il suo modo di comunicare a Putin che non ha nulla da temere dalla “democrazia” ucraina che, fra censure, mazzette, partiti d’opposizione aboliti, tv e giornali chiusi, dissidenti e pacifisti arrestati, attentati e assassinii mirati, è sempre più simile a quella russa. 4) Non sa più come dirci che vuole cambiare pusher.
Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/08/22/emergenza-masha-e-orso/8485323/
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