Ma perché tutti questi allarmi (interni) sull'Intelligenza artificiale?

di Alessandro Volpi

La forza della narrazione.

Ormai da mesi i media mondiali sono popolati di annunci e dichiarazioni disastrose in merito alla evoluzione troppo rapida dell'Intelligenza artificiale. Ricercatori che abbandonano le società più importanti e persino i "proprietari" di Anthropic che gridano al lupo.

Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha chiesto all'industria di rallentare lo sviluppo delle capacità dei modelli per permettere ai sistemi di sicurezza di raggiungerli. Ha parlato anche del rischio che agenti AI sempre più autonomi possano creare problemi molto seri, compresi attacchi informatici su larga scala.

Ma perché tutti questi allarmi?

Le ragioni sono tante e molte decisamente serie. Ma nel caso di Anthropic la motivazione pare assai più mirata.

La società, che ha un valore stimato di quasi 1000 miliardi di dollari, ha intenzione di quotarsi in Borsa entro la fine del 2026 con l'obiettivo di raggiungere una capitalizzazione di circa 2000 miliardi di dollari: un obiettivo tutt'altro che semplice in una fase dove il mercato azionario e quello obbligazionario hanno grande bisogno di trovare risorse finanziarie.

Allora, gridare al pericolo dell'Intelligenza artificiale può alimentare l'idea che siano necessari meccanismi di controllo e, se proprio Amodei si dichiara fautore di questa necessità, una simile presa di posizione può essere letta come un maggiore segno di responsabilità e quindi come un buon motivo proprio per dare fiducia ad Anthropic e alla sua quotazione rispetto ad altre società.

Anthropic grida al lupo e il valore del lupo cresce.....

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