Marco Travaglio - 2 attacchi, 2 misure

di Marco Travaglio, Fatto Quotidiano (11 settembre)

Le interpretazioni dominanti sullo sconfinamento di alcuni droni probabilmente russi nei cieli polacchi sono due: uno sciagurato incidente (non sarebbe il primo, da una parte e dall’altra, in 42 mesi e mezzo di guerra ucraina); o una provocazione intenzionale di Mosca per saggiare le difese aeree della Nato. La seconda prevale, ma è la più improbabile: i russi sanno benissimo che a Est la Nato è armata fino ai denti e non ha problemi ad abbattere droni nemici, com’è infatti avvenuto. Vuol dire che è stato un incidente? Può darsi, ma non è detto. C’è una terza ipotesi, sempre dolosa ma con altre finalità, che la Nato comprensibilmente trascura, almeno in pubblico: che Putin volesse mostrare al mondo i due pesi e due misure con cui l’Occidente tratta le violazioni della sovranità degli Stati.

Giusto lunedì Israele ha attaccato uno Stato sovrano, il Qatar: non per difendersi, ma per colpire la delegazione di Hamas che era lì non per progettare attentati in Israele, ma per negoziare con Israele la tregua a Gaza su richiesta di Usa e Paesi del Golfo. Negoziato che riposerà in pace, visto che nessun negoziatore palestinese si azzarderà mai più a lasciare i suoi nascondigli per raggiungere un qualunque tavolo se non vi è garantita l’incolumità.

Il Qatar è l’ottavo fronte bellico aperto da Israele fuori dai suoi confini, dopo le aggressioni terroristiche a Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria, Iran, Iraq e Yemen (dove ieri l’Idf è tornata a bombardare la capitale Sana’a). Qualcuno, oltre le solite chiacchiere ipocrite, ha fatto qualcosa? Nessuno. Mattarella ha evocato il rischio di “un conflitto di dimensioni inimmaginabili e incontrollabili baratro come nel 1914” (i paragoni storici sono il suo forte)? Il premier polacco ha detto che “un grande conflitto è più vicino che in qualsiasi altro momento dalla Seconda guerra mondiale”? No, parlavano dei droni in Polonia. Non di Israele, che già si sa avere attaccato il Qatar volutamente perché se n’è pure vantato, millantando l’inesistente avallo di Trump.

Tre anni fa, due missili precipitarono in Polonia uccidendo due civili. Kiev accusò Mosca per spingere la Nato a intervenire in difesa del socio vilmente aggredito da Putin, poi si scoprì che i missili erano ucraini. La Nato intervenne in difesa del socio vilmente attaccato da Zelensky? No: neppure una richiesta di scuse per lo spiacevole disguido. In Italia è agli arresti per ordine dei giudici tedeschi un agente ucraino per il più grave attentato del dopoguerra a un’infrastruttura strategica europea: i gasdotti russo-tedesco-franco-austro-anglo-olandesi Nord Stream. Nato e Ue hanno evocato la terza guerra mondiale? No, anzi: per punire Kiev dell’inaudito atto di guerra, continuano ad armarla e a finanziarla.

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