Nel dolore di Gaza. Testimonianza di Yoursi Alghoul

Le Edizioni Q da molto tempo stanno svolgendo un importantissimo lavoro: far conoscere autori arabo/palestinesi ai tanti che invece ne ignorano l’esistenza. Ignoranza dovuta essenzialmente all’innesco di un malefico silenziatore nei confronti della cultura proveniente dal mondo arabo.

Se si scorre il catalogo delle Edizioni Q, in particolare nella collana Zenit, quanto detto risulta evidente: Mahmud Darwish un nome su tutti. Oggi, le Edizioni Q mandano alle stampe Nel dolore di Gaza, una testimonianza di Yousri Alghou, con la preziosissima prefazione di Mjriam Abu Samra, che rientra, a pieno titolo, nella letteratura della resistenza palestinese, con riferimento obbligato a Kanafani, tenendo in considerazione che la scrittura è un gesto politico. Il termine “testimonianza” è quanto di più corretto perché dà voce ad una esperienza vissuta che è una scommessa con la morte: procurare cibo, cercare acqua, attraversare una strada, seppellire i morti …. quel che succede supera ogni accettabile immaginazione.


Quanto ci descrive Yousri non è la descrizione di un vissuto soggettivo. No, Yousri insiste, giustamente, su un aspetto fondamentale: quanto avviene in Palestina è un’esperienza di resistenza collettiva, di dignità; “perché il palestinese muore solo da resistente”. La resistenza è l’elemento centrale di quanto leggiamo, e non come eroismo individuale, legittimo certo, ma come pratica collettiva che è capacità di riorganizzare la vita sotto assedio. Una resistenza/liberazione che prende forma nel cuore della distruzione. Aver letto, o comunque aver preso in considerazione l’ultimo report ONU conferma in modo inequivocabile il genocidio in atto a Gaza, attraverso le atrocità commesse contro i bambini palestinesi, che sognano di crescere, di desiderare, di avere aspettative per il futuro. Bambini che hanno perso l’aspettativa della propria infanzia: non vanno più a scuola e non giocano più.

Quanto l’entità sionista sta compiendo è una strategia mirata all’annientamento demografico ed alla cancellazione futura del popolo palestinese. Quanto si propone Yousri non può che essere condiviso: la parola diventa strumento per far sentire la voce di chi non vuol soccombere, di chi non accetta di essere sottomesso, di non essere vinto dal lutto ma si attiva nell’offrire solidarietà. La parola come una bomba. C’è un mondo addormentato, che ha voltato la testa verso la parte sbagliata della Storia e che è necessario scuotere; spingerlo ad agire per fermare quanto sta avvenendo, perché, tra le altre cose, il genocidio in corso ha interrotto un sogno. Il sogno della vita.

Quanto leggiamo è un libro a dimensione collettiva. Yousri entra in totale sintonia con Pappè, nel dichiarare che stiamo assistendo agli ultimi giorni dello stato dell’occupazione coloniale, perché i regimi totalitari non potranno reprimere e vivere in eterno; perché è destino: il palestinese vincerà. Quanto viene scritto – e scrivere in tempo di guerra è un lusso – è un vero e proprio atto d’accusa nei confronti di chi sostiene ed è complice del genocidio in atto. Un atto d’accusa dal quale non possiamo sottrarci.

Tutti/e coloro che vorranno ascoltare Youri potranno farlo mercoledì 15 luglio al cpa fi-sud alle ore 18,30. La presentazione è organizzata da UDAP, GPI e FIRENZE PER LA PALESTINA.

Yoursi Alghoul, Nel dolore di Gaza. Testimonianza, edizioni Q, Roma 2026, pp 108, euro 12

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