Xi Jinping traccia la rotta della SCO

02 Settembre 2026 07:00 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Dalla riunione dei capi di Stato dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), a Bishkek, arriva un messaggio destinato ad avere rilievo ben oltre i confini dell’Eurasia. Xi Jinping ha invitato i Paesi membri a rafforzare la cooperazione contro quelle che Pechino definisce le «tre forze del male»: terrorismo, estremismo e separatismo. Ma il presidente cinese ha allargato immediatamente il campo, indicando una strategia di sicurezza capace di affrontare anche criminalità transnazionale, traffico di droga, frodi nelle telecomunicazioni e nuove minacce nei settori dell’informazione, della sicurezza biologica e dello spazio.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda poi la sovranità degli Stati membri. Xi ha infatti chiesto di contrastare con decisione i tentativi di «forze esterne» di interferire negli affari interni dei Paesi della SCO, creare minacce alla loro sicurezza politica e compromettere la stabilità regionale. È un’impostazione che riflette una delle direttrici fondamentali dell’attuale trasformazione dell’ordine internazionale: la sicurezza eurasiatica viene sempre più concepita come una questione da affrontare attraverso meccanismi regionali, senza ingerenze esterne.

Ma la SCO, nella visione di Pechino, non può essere soltanto un’organizzazione di sicurezza. Xi Jinping ha infatti sottolineato la necessità di trasformarla anche in una piattaforma per una cooperazione economica sempre più ampia, fondata su commercio, investimenti, connettività, energia e risorse. E soprattutto sui settori destinati a definire la prossima fase dello sviluppo globale: intelligenza artificiale, economia digitale, industria verde e sfruttamento sostenibile delle risorse minerarie. Il messaggio è quindi chiaro: la costruzione dell’Eurasia non passa soltanto dalla sicurezza, ma anche dalla tecnologia, dall’energia, dalle infrastrutture e dalle nuove catene del valore. La SCO si candida così a essere uno degli strumenti attraverso cui i suoi membri possono costruire maggiore autonomia e interdipendenza reciproca.

In un mondo sempre più frammentato, la partita non riguarda più soltanto chi controlla la sicurezza, ma chi sarà in grado di costruire i nuovi circuiti economici e tecnologici del XXI secolo.


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