A cosa serve la proposta di Putin di oggi

14 Giugno 2024 13:00 Giuseppe Masala



di Giuseppe Masala

Oggi Putin - in maniera del tutto inaspettata - ha espresso ufficialmente una proposta di pace all'Ucraina. Lo ha fatto il maniera pubblica, di fronte ai giornalisti e alle telecamere, quasi parlando alla Storia più che alle persone.

I punti per lui fondamentali sono: (1) il ritiro da parte Ucraina dalle nuove 4 regioni russe, (2) la promessa solenne di non entrata nella Nato espressa tramite un trattato da parte di Kiev, (3) il non possesso da parte di Kiev di armi nucleari. A questi punti se ne aggiunge un altro rivolto però ai paesi occidentali e asiatici: la necessità di una nuova architettura di sicurezza euroasiatica alla quale potranno aderire anche paesi (ex) Nato e che comporti il ritiro dall'Europa delle truppe di paesi "extra area" (rectius le truppe americane).

Ognuno giudichi come ritiene la proposta, peraltro molto simile a quelle che la Russia fece nelle febbrili trattative tra USA, Nato e Russia a Ginevra prima dello scoppio delle ostilità. Ciò che conta non è la proposta in sé, ciò che conta è il Rito. Putin sa già che questa proposta sarà respinta e ha già chiarito che in caso di diniego si riterrà non responsabile del bagno di sangue.

Io interpreto così questa inaspettata offerta: l'uomo nelle società civilizzate (zivilisation dicono i tedeschi) non è sacrificabile al di fuori del rito. Questo vale per il singolo dove l'uomo incolpato è sottoposto a processo/rito, ma vale anche per le multitudini dove si può essere sottoposti in una fase di supremo pericolo ad un rito religioso, per esempio, pensiamo al rito che il Papa fece in una Piazza San Pietro fisicamente vuota (ma idealmente contenente tutti) durante la pandemia. Oppure ad un rito politico-diplomatico, che sempre precede la Guerra e dunque il sacrificio dell'uomo. Pensiamo per esempio a prima dello scoppio della seconda guerra mondiale (ma anche della prima come in tutti gli altri conflitti) quando i capi politici si riuniscono apparentemente per scongiurare la guerra, ma in realtà solo per sgravarsi della responsabilità di sacrificare altri uomini al di fuori del Rito, ponendosì così fuori dalla zivilisation.

L'uomo ha archetipi, memorie ancestrali, che riemergono quando è necessario: il rito prima della guerra è necessario per non porsi fuori dalla civiltà e per non "condannare" i propri morti ad essere degli Homo Sacer, uomini sacrificati al di fuori del rito. Uomini maledetti.

A questo serve la proposta di Putin di oggi.

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