di Alessandro Volpi*
Ancora a proposito di dazi. L'Italia è stato uno dei paesi che, con maggiore solerzia, ha risposto alle "esortazioni" di Trump in merito al trasferimento di aziende in Usa. Sono ormai oltre 3500 le aziende italiane negli Stati Uniti, con una forte crescita dopo l'avvento del presidente Maga, con un'occupazione americana di oltre 300 mila dipendenti. In tale ambito è interessante notare che ci sono imprese con un numero di dipendenti americani assai più alto di quelli italiani. Stellantis ha infatti 85 mila dipendenti negli Stati Uniti contro i 40 mila in Italia, di cui quasi la metà interessati da ammortizzatori sociali.
EssilorLuxottica, di cui i Del Vecchio sono principali azionisti attraverso la holding lussemburghese Delfin, ha 80 mila dipendenti Usa contro i 15 mila italiani. Ferrero, con sede lussemburghese, ha 12 mila dipendenti negli Stati Uniti e 8 mila in Italia. Insomma, il ministro del Made in Italy si sta ben adoperando per svuotare la produzione italiana a vantaggio del presidente fonato.
A proposito di Urso, e dei commissari Ilva, ma coma avranno fatto a scegliere il gruppo Flacks per salvare una azienda con 10 mila dipendenti? la domanda nasce dal fatto che tale gruppo non presenta bilanci da tempo, non ha neppure uno stato patrimoniale e vive dei soldi della famiglia Flacks e del suo fondo finanziario. Le politiche industriali sono davvero morte in questo paese.
*Post Facebook del 23 febbraio 2026
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