Arianna Porcelli Safonov, Il simbolico secondo

Riceviamo e pubblichiamo

8 settembre | Milano, Castello Sforzesco – Le dodici costernazioni 28 settembre | Verona, Teatro Romano – Technocatechismo

Dopo il debutto romano da tutto esaurito a Villa Medici, che ha inaugurato la presenza di Arianna Porcelli Safonov nel programma di quest’anno, il percorso dell’artista all’interno del Festival della Bellezza prosegue con due nuovi appuntamenti: l’8 settembre al Castello Sforzesco di Milano e il 28 settembre al Teatro Romano di Verona.

Caustica, diretta e irriverente, Arianna porta in scena nel corso del tour diversi testi: dopo Minotauri contemporanei, Picchiamoci, arrivano Le dodici costernazioni e Technocatechismo. Lavori differenti per tono e struttura, ma accomunati da uno sguardo feroce e lucidissimo sulle contraddizioni dell’esistente.

È proprio con gli ultimi due di questi lavori che Arianna torna al Festival della Bellezza, che per la sua XIII edizione sceglie il tema “Il Simbolico” e porta la manifestazione in 25 luoghi simbolo dell’arte e della storia, trasformandoli in spazi di confronto tra pensiero, cultura e spettacolo. L’8 settembre sarà al Castello Sforzesco di Milano con Le dodici costernazioni. Segni zodiacali, nemici delle persone, mentre il 28 settembre arriverà al Teatro Romano di Verona con Technocatechismo. Nuovi patterns ritmici in aiuto alla spiritualità occidentale.

Due spettacoli che partono da mondi apparentemente lontani, ma che raccontano la stessa cosa: il bisogno, decisamente umano, di credere in qualcosa.

In Le dodici costernazioni Arianna osserva l’astrologia come linguaggio collettivo, una mappa emotiva attraverso cui cerchiamo di spiegare noi stessi, le nostre relazioni e le nostre fragilità.

In Technocatechismo lo sguardo si sposta invece sulla tecnologia come nuova forma di ritualità: notifiche, smartphone e algoritmi diventano le liturgie quotidiane di una società che forse ha smesso di pregare, ma continua a controllare lo schermo compulsivamente.

Dagli astri agli algoritmi, cambiano i simboli ma non il bisogno che li produce.

È proprio questo il terreno su cui si muove la satira di Arianna: prendere fenomeni quotidiani, abitudini e convinzioni apparentemente innocue, per portarli fino al paradosso e scoprire che spesso raccontano molto più di noi di quanto vorremmo ammettere.

La sua presenza al Festival della Bellezza si inserisce in una collaborazione ormai storica iniziata nel 2021, attraverso spettacoli inediti costruiti sul tema delle edizioni che si sono susseguite, e in un anno particolarmente intenso per l’artista, impegnata con il suo nuovo tour nei teatri e nei festival italiani.

Una scrittura personale che attraversa satira, teatro di parola e storytelling e che, anche in questi due nuovi lavori, si discosta dalla comicità classica e dalla stand-up per costruire un linguaggio riconoscibile, con cui non è necessario essere d’accordo, ma che porta sempre a una riflessione profonda e originale. I suoi monologhi, caustici, diretti e provocatori, partono dal comico per arrivare alle nostre ossessioni, alle nevrosi, alle paure e alle bugie che ci raccontiamo per stare meglio (o viceversa?). Idee che non cercano di mettere tutti d’accordo, ma di provocare nel senso più autentico del termine, creando una deviazione dal sentiero illuminato del pensiero comune.

BIO

Arianna Porcelli Safonov è romana, ma per sbaglio: la famiglia di suo padre arriva in Italia nel 1917 e lì cominciano i problemi.

Autrice e performer di libri e testi umoristici per riviste, talk, progetti edu e monologhi teatrali che porta in tour tra Italia e Svizzera, con più di cinquanta date all’anno.

I suoi testi per il teatro li porta in scena da sola, coi progetti stabili Fiabafobia, Alimentire (dedicato alla bibliografia di Michael Pollan) e Gli sforzi inutili con cui la vita imita l’arte (dedicato all’arte contemporanea); scrive anche diversi inediti per prestigiosi festival culturali come il Festival della Bellezza, con cui collabora dal 2021.

Laureata in Lettere e Filosofia con indirizzo storia del costume, ha vissuto a New York e a Madrid e ha lavorato per dieci anni nell’organizzazione di eventi internazionali fino al 2010, quando ha deciso di lasciare la sua professione per dedicarsi alla scrittura.

Per Fazi Editore ha pubblicato Fottuta Campagna (2016) e Storie di Matti (2017).

Ha scritto racconti inediti per il Fatto Quotidiano, per Touring Club, per la rivista letteraria Superlunaria e dal 2020 cura una rubrica satirica sul mensile Terranuova, analizzando i temi legati al biologico e alla mindfulness col filtro del paradosso.

Ha partecipato con talk inediti al Tedx per quattro edizioni.

Dal 2018 al 2022 ha collabora con l’Università di Pavia, con una docenza legata alle tecniche di improvvisazione applicate agli ambiti manageriali.

Nel 2020 ha scritto e condotto il format TV per LaEffe, Scappo dalla città, ispirato alla sua scelta abitativa in Appennino.

Nel 2025 porta in scena “Picchiamoci”, un monologo contro la violenza del genere umano e due inediti per il Festival della Bellezza, uno al Castello Sforzesco di Milano dedicato alla crisi della formazione in Italia “Sussidiario Mistico”, ed uno al Teatro Romano di Verona dedicato alla mitologia applicata alle derive dei giorni nostri, “Minotauri contemporanea”.

L’8 ottobre 2025 è uscito il podcast Famiglia ed Altre Cose Velenose, il nuovo podcast di e con Arianna Porcelli Safonov, disponibile su RaiPlay Sound, con il contributo psicoterapeutico di Ilaria Cadorin e le musiche originali di Gigi Funcis.

Nella primavera del 2026 porta sul palco Odiario, Uno show per raccontare il processo crudele di diventare grandi. Ironia e adolescenza feroci attraverso il grande protagonista di tutti i nostri sfoghi: il diario.

Il 18 novembre 2025 torna in libreria con “Nostalgia dei dinosauri”, edito da Baldini + Castoldi, che a pochi mesi dalla pubblicazione è già in ristampa per la seconda volta.I suoi monologhi sono diventati virali sul web, suo malgrado

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