"Bella chat". I messaggi che hanno portato all'implosione dei "rivoluzionari" del web


di Agata Iacono


Quello che è successo oggi alla "Bella Chat" (traslazione della canzone Bella Ciao) è la manifestazione empirica delle contraddizioni che sono implose nella opposizione parlamentare italiana, detta impropriamente anche "sinistra".

I fatti, in breve.
Ad aprile di quest'anno Massimo Giannini, giornalista passato da La Stampa a Repubblica, ha creato una chat whatsapp con l'intento di "unire la sinistra", plausibilmente con l'obiettivo di riesumare un nuovo soggetto partitico.

La chat non ha mangiato il panettone: lo stesso amministratore ha lasciato la chat con queste parole:
"Amiche ed amici, con grande dispiacere e rammarico, vi informo che dopo quest’ultimo messaggio lascio questa chat. L’idea che l’aveva fatta nascere era un’altra, ma constato che nel tempo si è irrimediabilmente perduta, sicuramente anche per responsabilità di chi l’aveva lanciata. Per quanto mi riguarda, mi fermo qui".

A fare la rivoluzione via whatsapp erano stati chiamati tutti, da Carlo De Benedetti a Romano Prodi, da Massimo D’Alema a Giuseppe Sala, da Stefano Bonaccini a Pierluigi Bersani, persino Fausto Bertinotti, Walter Veltroni, Elsa Fornero, Sigfrido Ranucci, Corrado Formigli, Concita De Gregorio, Bianca Berlinguer....

Perché la chat è implosa?
I "partigiani" di Bella Chat avevano forse opinioni differenti in relazione alla sudditanza alla NATO, all'aumento delle spese militari, alla guerra in Ucraina?
Gli schieramenti si erano divisi tra amanti del panettone o fan del pandoro?

La goccia che ha fatto traboccare la chat è di sangue.

Nella chat era stata infatti inserita Rula Jebreal. È una giornalista palestinese con cittadinanza israeliana, naturalizzata italiana, che probabilmente si illudeva di essere in una enclave di Kompagni solidali con i popoli oppressi. Ha iniziato quindi a postare in chat quello che tutti abbiamo quotidianamente sotto gli occhi: le immagini dei bambini palestinesi, mitragliati, fatti a pezzi e amputati dal governo sionista, le case, le scuole e gli ospedali distrutti, gli appelli dell'ONU e delle ONG...

Ha osato persino parlare di genocidio...

La "Brigata Click Revolution", palesemente filo israeliana, si è sentita offesa, insultata, provocata e infiltrata.

Riportano Il Corriere e Il Tempo: "Se il giornalista di La7 David Parenzo aveva criticato in chat le "teste di Gaza", Jebreal ha ribattuto con foto di bambini palestinesi uccisi e accusando tutti i presenti di complicità col genocidio, scrivendo: "Ecco cosa vi dovrebbe offendere! Provate a misurare la vostra moralità e umanità". "Vergognati!", dice a uno che non ci sta a essere additato come genocida ("Lei ci ha insultati tutti. Basta")

Addirittura Emanuele Fiano afferma: "Io sono il presidente di Sinistra per Israele e sono stato accusato di essere 'per il genocidio', accusa infamante".

Ma non scoraggiamoci: dopo le lussuose feste natalizie da ZTL a base di qualche lacrimuccia woke mista a gocce di champagne, i nostri partigiani nerd torneranno a mettere alla gogna chi chiede la Pace, tacciandolo per putiniano o antisemita..

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