Blackrock e la carcassa ucraina

Sul Fatto Quotidiano di oggi Gianni Rosini riporta della partecipazione di BlackRock a un incontro internazionale tenutosi a Bruxelles questa settimana, dedicato alla ricostruzione dell'Ucraina dopo la guerra. Al centro della ricostruzione c'è il ruolo assunto dal colosso finanziario statunitense in un tavolo al quale partecipavano istituzioni europee, governi occidentali e organizzazioni internazionali. BlackRock, osserva Rosini, è già presente in società coinvolte nel sostegno alle operazioni israeliane a Gaza e guarda ora alle opportunità economiche legate alla futura ricostruzione ucraina.

La notizia riguarda un incontro organizzato a Bruxelles per discutere della ricostruzione postbellica e delle prospettive economiche dell'Ucraina. La Commissione europea, prosegue il Fatto, aveva comunicato che al tavolo avevano partecipato delegazioni dell'Unione europea, dell'Ucraina, della Germania, della Francia, del Regno Unito e degli Stati Uniti, oltre a rappresentanti della NATO e della Banca Mondiale.

Nella comunicazione ufficiale, tuttavia, non era stata menzionata la presenza di BlackRock. A rendere pubblica la partecipazione della società finanziaria, prosegue il Fatto, è stato Rustem Umerov, capo dei servizi segreti ucraini all'estero, attraverso un messaggio pubblicato su X. Umerov aveva spiegato che gli incontri di Bruxelles erano finalizzati a definire le modalità con cui ricostruire il Paese, attirare investimenti e creare nuove opportunità di crescita economica. Tra i partecipanti aveva esplicitamente indicato anche BlackRock.

Solo tre Paesi europei sono stati invitati al tavolo, nel formato E3 (Gran Bretagna, Francia e Germania). Una scelta che l’Italia con una lettera inviata al presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa: “Si decida una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale in rappresentanza dell’Unione europea e con quale mandato. Perché procedere in ordine sparso, con iniziative che si rincorrono e si accavallano non ci aiuterà, né con i nostri partner, né con chi dobbiamo convincere a fermare un’aggressione insensata”.

Nel "bord of peace" apparecchiato a Bruxelles sulla carcassa ucraina il governo Meloni si è reso conto che a speculare saranno i veri padroni del mondo e non resteranno che le briciole a chi ha deciso di spendere i soldi dei contribuenti italiani in armi (statunitensi) e per i cessi d'oro degli oligarchi al potere a Kiev.

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