Condannata a 7 anni la leader della Gagauzia: "È una persecuzione politica"

05 Agosto 2025 16:41 La Redazione de l'AntiDiplomatico

Evghenia Gutsul, governatrice della regione autonoma della Gagauzia e critica del governo filo-occidentale della Moldavia, è stata condannata a sette anni di carcere con l’accusa di irregolarità nel finanziamento del partito di opposizione Shor. La sentenza, emessa da un tribunale della capitale Chisinau, è stata definita dalla stessa Gutsul come una "persecuzione politica" orchestrata dalle autorità per eliminare ogni dissenso.

La leader gagauza, eletta nel maggio 2023 con il sostegno del partito Shor – poi dichiarato incostituzionale – ha respinto tutte le accuse, sostenendo che il processo sia un tentativo di reprimere l’opposizione in vista delle prossime elezioni parlamentari. "Questa sentenza non ha nulla a che fare con la giustizia. È una rappresaglia pianificata dall’alto", ha dichiarato Gutsul in un comunicato diffuso dal suo ufficio stampa. "Oggi tocca a me, domani a chiunque osi criticare il potere".

Secondo la ricostruzione dell’accusa, tra il 2019 e il 2022 Gutsul avrebbe ricevuto ingenti somme di denaro dalla Russia per finanziare la campagna elettorale dello Shor. La presidente moldava Maia Sandu, da tempo in rotta con la regione autonoma filorussa, aveva definito il partito Shor "una minaccia per l’ordine costituzionale", accusandolo di corruzione.

Nei giorni precedenti al verdetto, davanti al tribunale si sono verificati scontri tra sostenitori di Gutsul e la polizia, mentre Mosca ha condannato la sentenza come un "atto di pressione illegittima". Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha parlato di "repressione dell’opposizione con ogni mezzo", denunciando un clima intimidatorio in Moldavia.

La Gagauzia, regione a maggioranza turcofona e tradizionalmente vicina alla Russia, è da tempo in contrasto con Chisinau, che punta all’integrazione europea ed evidentemente di fare della Moldavia un nuovo fronte contro la Russia, una nuova Ucraina.

Dopo la sua elezione, Gutsul aveva annunciato invece l’intenzione di rafforzare i legami con Mosca, suscitando la reazione del governo centrale, che aveva tentato senza successo di annullare il voto.

Nonostante la condanna, Gutsul ha assicurato che continuerà a battersi per dimostrare la sua innocenza. "Non riconosco questa farsa e lotterò per il mio onore e per la verità", ha dichiarato. "Tornerò dalla mia famiglia e dalla mia gente".

Intanto, la sua difesa ha annunciato il ricorso in appello, mentre la Moldavia si prepara a nuove tensioni politiche in un contesto già polarizzato.

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