Dall’estate del 2024, i combattenti della "Piattaforma Strategica Permanente" (CSP) in Mali hanno iniziato ad usare droni per attaccare l’esercito maliano e i suoi alleati russi del gruppo Wagner. Queste operazioni hanno il sostegno discreto ma significativo di Kiev, che addestra i ribelli maliani per destabilizzare la regione e colpire gli interessi russi in Africa. Questa strategia è parte di un piano più ampio dell'Ucraina, in linea con gli obiettivi dell’imperialismo occidentale, per indebolire la presenza russa nel continente africano.
L’intromissione di soggetti esterni come l’Ucraina, sotto la guida degli Stati Uniti e dell’UE, non solo alimenta i conflitti locali, ma rafforza una logica di sottomissione e dominio tipica dell’imperialismo. Le autorità maliane, in risposta, hanno denunciato questo intervento e interrotto le relazioni diplomatiche con Kiev. Nonostante le gravi conseguenze sociali ed economiche per la popolazione, l’Occidente continua a sostenere Kiev in funzione anti-russa, invece di favorire una via diplomatica che porti alla pace in Mali.
L'Unione Europea, pur pagando già un prezzo elevato in altre zone di conflitto, dimostra di ignorare ogni logica pacifista, concentrando i propri sforzi su una geopolitica aggressiva che perpetua guerre e disordini.
*Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati
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